domenica 9 dicembre 2012

Conciate come il Belgio!!!


Il mio nuovo lavoro prevede frequenti trasferte all’estero, per questa ragione, in un mese ho visto 4 paesi Europei….Polonia, Inghilterra, Germania, Belgio….uno pensa: che figata!!
effettivamente si, Polonia ed Inghilterra sono state davvero belle scoperte ma poi…poi arrivi in Belgio e ti viene tantissima voglia di dematerializzarti. In effetti, in 4 giorni mi sono chiesta più volte quale sia il tasso di suicidi di questo paese..insomma, senza tante cerimonie c’è da dire che il Belgio è proprio un posto di merda.
Vento gelido, gente stronza, cielo grigio, prezzi altissimi, cibo immangiabile, parlano in francese e aggravante tutti cessi…cioè un inferno. Voglio dire, in una nazione normale le cozze bollite con le cipolle intere non potrebbero mai divenire il piatto nazionale!!suvvia..
Ovviamente quando sei in giro per lavoro passi giornate e serate con persone che non hai mai visto e che probabilmente finito quel momento non rivedrai mai.
Da lì deriva la schiettezza e l’intensità di quei momenti.
Dopo un mese posso stilare il profilo dell’export manager. Una figura professionale che è quasi diventata fondamentale in ogni azienda ma che non comporta solo un lavoro..è una scelta di vita.
Sono persone che viaggiano 200 giorni all’anno, vivono con la valigia pronta e hanno due vite.
Parlando con diversi di loro ho scoperto che a certi livelli viaggiare diventa una droga e diventa una via di fuga dalla vita quotidiana casalinga. La maggioranza di loro anzi, oserei dire il 95%, ovviamente è uomo, e parlandoci ti dicono schiettamente: quello che accade in viaggio è cristallizzato, io sono due persone..per forza. Non sopravvivi sennò.
La questione che più mi ha colpito è come sempre la concezione di fedeltà, il miglior termine per definirla è ‘avanguardista’…ok, non voglio cadere nei classici luoghi comuni, ma quando uno in tutta sincerità davanti ad una buonissima birra belga ti guarda dritto negli occhi e ti dice:
‘Noi uomini siamo dei predatori, quindi per noi è un istinto primario quello della caccia,non c’è cattiveria…è più forte di noi,dettato dalla genetica.’
In quel momento ho pensato tre cose:
a. grazie Mr E per la schiettezza e la sincerità, dettate semplicemente dal fatto che siamo due perfetti sconosciuti, hai capito che non te la darò mai e con molta probabilità non ci rivedremo mai più.
b. questo significa che gira e rigira, teorie e non, alla fine siamo tutte fottute?!e che quindi, ancora una volta e a gran voce, la consapevolezza che, tutte le donne hanno, ma che rinchiudono nel cassetto più nascosto in basso nell’angolo della cantina del cuore, è assolutamente legittima..
“Gli uomini sono tutti uguali” e si salvi chi può!
c. Ho capito da dove deriva il proverbio: ‘sei conciato come il Belgio’!
N.B. Non per dire, ma la settimana scorsa l’ambasciatore serbo si è suicidato gettandosi dal terzo piano del parcheggio dell’aeroporto di Bruxelles…fatevi delle domande e datevi delle risposte!!!

Capelli perfetti!




La mia genetica cutanea mi ha fatto nascere con il capello a boccolo. Penserete, wooowwww...se, se, da una con l'herpes cronico vi aspettate un boccolo perfetto???ecco.
La conformazione del mio capello è la seguente: spessore normale, non crespo, riccio boccoloso però pesante = cioè sembro un cocker.
Esagerate?? come spiegate una madre che armata di phon e spazzola rotonda liscia i capelli della figlia di 6 anni?!!! E' comprensibile se tua figlia 'natural' già a 6 anni sembra che abbia un gatto arrufato in testa...quindi, per forza di cose, quando ho imparato a scrivere ho appreso anche a stirarmi i capelli. Già a quell'età ti scatta l'odio per le tue compagne di classe con le quali la genetica è stata clemente. Avete presente no? Quelle che in qualsiasi situazione hanno i capelli perfetti. Pioggia, tornadi, grandine, neve, nebbia, tassi di umidità imbarazzanti, cloro, sudore...i loro capelli rimangono sempre splendenti e perfetti. E tu, che ogni giorno passi almeno 20 minuti a stirarti i capelli, al primo colpo di vento hai già mezze punte impazzite! Per non parlare poi di quando piove...ti si creano dei vortici agrovigliati in testa che per districarli senza urlare serve una laurea in ingegneria aereospaziale.
Quindi fin da giovane sono cresciuta con una consapevolezza, le donne si dividono in due categorie: quelle con i capelli perfetti e quelle con i capelli ingestibili.
La donna dal capello perfetto è quella che in qualsiasi situazione rimane impeccabile. Avete presente no? Tipo in palestra, tu sudi a spruzzo come se fossi in una sauna finlandese, hai i capelli arruffati, fradici ed incollati alla fronte...loro no. Loro, dall'alto delle loro chiome perfette ti guardano con tenerezza, e rimangono intatte,e magari per darti ancora più fastidio scuotono leggermente la loro chioma inpeccabile!
Altro nemico acerrimo di noi esseri dai capelli ingestibili è l'umidità..quindi fenomeni metereologici come la pioggia, la nebbia, la neve, il vento...sono letali.
Ora vi chiederete, ma perchè non ti rasi a zero??eh, già fatto..
a 13 anni, quando sfinita del mio caschetto-ad-uovo-anni-80 ho tagliato i capelli corti, tant'è che mia nonna mi distingueva da mio cugino solo perchè ero più bassa.
A 16 mi sono rasata a zero, sensazione meravigliosa..peccato che oltre ad essere scambiata frequentemente per un naziskin, l'inverno dovevo dormire con il capello per non rischiare il congelamento dell'attività celebrale.
A 17 anni, grazie al suggerimento della mia amica Lea, ho iniziato a stirarmi i capelli con il ferro da stiro.
A 18 anni, ho affinato la tecnica e dopo la spazzola indossavo il casco del motorino...si, avete letto bene, mai visto una uscire dal bagno con il casco?.. spesso volentieri guardavo anche la tv sul divano casco munita! ...i capelli rimanevano dritti come spaghetti.
Fino all'apparizione delle prime piastre 'per tutti'...ovviamente a prezzi assolutamente inaccessibili,ma già in quel momento sentivo che la mia vita stava per prendere una svolta.
Il giorno del mio 23esimo compleanno una delle mie più care amiche mi fece uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto: una piastra tutta mia.
Da lì in poi, il resto è storia! Siamo diventate immediatamente inseparabili. Dove c'ero io c'era la mia piastra, era un'estensione del mio corpo...dubito che la mia vita potesse essere la stessa senza di lei...OVUNQUE..
Un rapporto quasi decennale..terminato drasticamente, una mattina, a Gran Canaria, nel bagno.. cadde...molti parlano di suicidio..altri sostengono la teoria dell'usura...sta di fatto che, cadde e si ruppe in 4 parti!mai vista io una piastra cadere e rompersi così....ogni tipo di tentativo di rimetterla insieme è stato vano..triste e a testa china sono dovuta andare a procurarmene un'altra...
Perchè noi, dai capelli ingestibili, dobbiamo rassegnarci alla consapevolezza che, per quanto ci impegniamo non potremmo mai essere donne dai capelli perfetti!