mercoledì 30 settembre 2015

" La crisi " A. Einstein

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle   persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
(tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931).

giovedì 24 settembre 2015

Meglio se mi riallineo i Chakra!

Non sono mai stata una fanatica della filosofia orientale, o meglio, mi affascina moltissimo e ritengo che il nostro cervello/spirito abbia un'influenza fondamentale su di noi e sul nostro fisico,ma non sono esattamente tagliata per le pratiche orientali.
Esempio eclatante fu il mio approccio con lo yoga: 
durante i primi dieci minuti della mia prima ed unica lezione caddi in un sonno profondo dal quale fui risvegliata solo alla fine  dalla mia coinquilina che si stava soffocando dalle risate. Non vorrei dire, ma io il viaggio mistico l'ho fatto comunque, ho pure sognato! 
Ammetto che dopo questa esperienza, mi è stato piuttosto chiaro che ci sono delle discipline per le quali non sono esattamente portata..diciamo che di zen non ho proprio niente, considerando pure che negli ultimi anni il mio quoziente di asocialità è aumentato a livelli vertiginosi.
Il desiderio che mi attanaglia spesso di comprare un lanciafiamme ed incenerire tutti, non riflette esattamente gli ideali buddisti.
Il fatto che non sia portata per 'praticare le filosofie orientali' non mi esula dal 'sperimentarle in modo passivo', quindi l'altro giorno, sono andata a fare una seduta di riflessologia plantare. Non ci ero mai stata, ma dopo numerose esortazioni (anche qualche minaccia) ho ceduto, un po’ perché ultimamente mi sembra di aver 186 anni, un po’ perché un massaggio fa sempre bene ed un po’ per curiosità.
Entro nello studio,
mi spoglio,
mi sdraio
ed arriva questa signora che mi ha tartassata di domande per 5 minuti; dopodiché si è seduta davanti ai miei piedi ed ha esclamato con voce sconcertata:
"Mamma mia che piedi tristi che hai!"
Ecco, direi che questa mi mancava proprio, non me lo aveva mai detto nessuno che ho i piedi tristi! Dicono che si somatizzi tutto, effettivamente se ripenso a quello che mi è successo negli ultimi anni, direi che sto fin troppo bene…quindi avere i piedi tristi potrebbe non essere niente di preoccupante, il problema è stato il resto. La seduta, infatti, è proseguita con lei che mi massaggiava dei punti in corrispondenza a dei blocchi individuati, che al solo contatto, mi facevano talmente tanto male da farmi saltare sul lettino!
Oltre ai piedi tristi, avevo anche i Chakra intrecciati ed i nervi annodati! Quando mi ha detto: 'Ok, per oggi ho finito', la sensazione che avevo era quella di uno che si rialza dopo che un tir gli è passato sopra! Sia chiaro, è stata un'esperienza davvero molto utile che consiglio a tutti, ne sono uscita stremata, si, ma più leggera e come mi ha detto lei 'con i Chakra un po’ più allineati'. L'effetto lo sento anche oggi, saranno i Chakra in riga o Saturno che si è finalmente spostato ( almeno è quello che ripete Paolo Fox da qualche settimana), ma mi sento molto meglio…ho perso questa ottantina d'anni che mi si erano accumulati sulla schiena.
L'unica cosa che mi preoccupa sono i miei piedi, speriamo che non cadano in depressione,
vi terrò aggiornati, intanto fisso un'altra seduta!

martedì 22 settembre 2015

PRINCIPE AZZURRO??!! ....mi sa che abbiamo sbagliato candeggio!


"C'era una volta..."  Quante volte abbiamo sentito, letto e ripetuto questa formula?
Preludio di una meravigliosa favola, la quale sicuramente ha come protagonista una principessa ed un principe...ecco si il principe, chissà a che categoria maschile aliena si sono ispirati gli scrittori di fiabe quando costruivano questi personaggi.
Ci hanno raccontato che i principi di solito sono azzurri, cavalcano destrieri bianchi, sconfiggono draghi ed abbattono i nemici più crudeli per salvare le loro principesse!
Il problema è che nel 2015 probabilmente questa tipologia di uomo si è estinta o a quanto sembra ha deciso di espatriare su qualche terra non abitata.
Nessuno ci ha raccontato che in realtà, oggi, le principesse si salvano da sole, nelle torri ci si rinchiudono volontariamente dall'esasperazione e con i draghi, se non riescono ad addomesticarli di solito ci fanno borsette o tappeti per il bagno!
I 'principi', invece, per la maggiore, sono di tutte le sfumature fuorché azzurro...anzi l'ultimo che ha fatto perdere la testa a metà pianeta era di una certa sfumatura di grigio.
Mi viene quindi il dubbio che soffriamo tutti di seri problemi di daltonismo..le sfumature di colore più comuni sono:

1. Il rosa: Lui è bellissimo, perfetto. Si veste bene, ti accompagna a fare shopping. Quando non è con te è dall'estetista. Profuma di buono. Capisce tutte le tue citazioni da Grey’s Anatomy e va d’accordo con tua mamma. E persino con tuo papà. Anzi, con tuo papà va proprio d’accordissimo! 


2. Il verde: l’altra volta aveva dimenticato il portafoglio. Questa volta non accettavano la sua carta di credito… sai, la Braccino Corto Express non è ancora in tutti i circuiti internazionali. E in un’altra occasione nel portafoglio aveva solo lire turche e meno male che hanno accettato il – tuo – bancomat. Va bene se sei molto ricca e lui ti piace proprio tanto, altrimenti fai attenzione: il rischio con chi è molto avaro con i soldi è che lo sia anche con i sentimenti..e poi diciamolo, le donne vanno anche corteggiate.

3. Il giallo: quando vi siete conosciuti non era molto in forma, per colpa della gastrite. Poi ti ha chiesto se per favore potevi andare tu a casa sua, e l’hai trovato sul divano con la tuta che si misurava la febbre ogni quarto d’ora: aveva il raffreddore. E c’è stata anche quella volta che a ballare è stato seduto tutto il tempo, colpa della sciatica. Se sei un’infermiera e hai bisogno di fare tirocinio, è lui l’uomo giusto per te! In qualsiasi altro caso, ricorda che, se già in generale l’uomo malato è un po’ una purga, l’uomo ipocondriaco è una lavanda gastrica.

4. Il nero: questo piace a tutte. Il bel tenebroso. Parla poco, ma quando lo fa parla solo di sé. Sempre di sé. La prima volta che ti racconta del suo viaggio in Congo su un cargo neozelandese lo ascolti affascinata. Al diciottesimo viaggio in meno di tre ore di conversazione hai già l’occhio a mezz’asta come neanche durante le repliche di Chi l’ha visto. Quando tace e fissa un punto lontano all’orizzonte, e tu ti chiedi a che cosa sta pensando, la risposta è: a niente. Nel suo cranio ululano i gelidi venti del nord. Ottimo per andarci in vacanza – sempre che ti piacciano i carghi – nel quotidiano è probabile che si riveli per quello che è: una palla atroce.

5. Il marrone. Battistiano. Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Questo è il peggiore: non si prende una responsabilità sulla vostra relazione manco a morire, però, guarda caso, alla fine finisce che si fa sempre come vuole lui. Colleziona scuse come altri uomini collezionano vinili: mi si è scaricato il cellulare.Mi sono addormentato. Esco da una storia difficile, sono spaventato. Io voglio fare con calma. Non sei tu, sono io. Sono innamorato di te, ma non riesco ad avere una relazione.
 Ho il gomito che mi fa contatto con il ginocchio. Quando ero piccolo mia nonna mi obbligava a pulire le cozze e adesso non posso proprio venire con te un weekend al mare, scusami, ma non è colpa mia. Quando ho insistito per prenotare la vacanza stavo solo ipotizzando.
 Scappare subito, a gambe levate. Di questo potremmo parlarne all'infinito, è la categoria più in auge.
L’unica soluzione per un principe così è innamorarsi di una strega, ma di quelle pessime.

Insomma concluderò dicendo che, il vissero felici e contenti oggi esiste ancora, ma non sempre sottintende la presenza di un principe. Non vale nemmeno la pena arrovelarcisi, mettiamoci bene in testa che ' le rape non sanguinano  ' .


martedì 15 settembre 2015

Oriana.

Ho sempre creduto che scrivere sia una delle forme d'arte più rare e straordinarie che ci siano. Il 15 Settembre di qualche anno fa spariva una delle donne, delle artiste migliori che abbia mai conosciuto...nonostante le sue idee ed ideologie che spesso ho giudicato è ritenuto molto lontane da me..trovo i suoi scritti estremamente contemporanei, trasversali....i libri non muoiono mai.
Non è mai perfetto
Non è vero che non credi all’amore.
Ci credi tanto da straziarti
perché ne vedi così poco
e perché quello che vedi
non è mai perfetto.
Ce ne sono milioni meglio di lui
Ce ne sono milioni meglio di lui!
Ce ne sono milioni anche meglio di me.
Comunque io non conosco quelli meglio di lui
e non posso consumar la mia vita ad aspettar di conoscerli.
E poi se dovessimo cercare la perfezione in un uomo,
si amerebbero i santi.
I santi son morti e io
non vado a letto col calendario.
….Non cercavo il tuo corpo…
…negli abbracci forsennati o dolcissimi
non era il tuo corpo che cercavo
bensì la tua anima, i tuoi pensieri,
i tuoi sentimenti, i tuoi sogni,
le tue poesie.
La morte di un amore è come la morte d’una persona amata.
Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto.
Perfino se l’hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido.
Mutilato 
La vita ha 4 sensi: amare, soffrire, lottare e vincere.
Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince.
Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.
L’amore da una parte sola non basta, Giò, le tue sono fantasie da masochista. Non si regala l’anima a chi non è disposto a regalare la sua.
Chi non fa regali, non apprezza regali.
Tu cerchi Dio in Terra
e sei disposta a qualsiasi menzogna pur di inventarlo.
Ma Dio non si inventa, e neppure l’amore.
L’amore è un dialogo, non un monologo.
Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione.
E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde,
al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce.
Aspettava e la sua piccola mente impazzita d’amore andava alla deriva come una barca senza remi.
Fantasie insensate e verità sconcertanti i flutti che la sbatacchiavano nella nebbia della sprovvedutezza e contro gli scogli della disperazione.
Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.

Lettera ad un bambino mai nato
La nostra logica è piena di contraddizioni. 
Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario.
E magari ti accorgi che il contrario è valido quanto ciò che affermavi.

Un uomo non resta incinto e, a proposito, dimmi: è un vantaggio o una limitazione?
Fino a ieri mi sembrava un vantaggio, anzi un privilegio.
Oggi mi sembra una limitazione, anzi una povertà.
V'è un che di glorioso nel chiudere dentro il proprio corpo un'altra vita, nel sapersi due anziché uno.

Essere donna è così affascinante.
È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai.
Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna.
Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza.
Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela:
quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza.
Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza che urla d'essere ascoltata.