Il mio nuovo lavoro prevede frequenti trasferte all’estero, per questa ragione, in un mese ho visto 4 paesi Europei….Polonia, Inghilterra, Germania, Belgio….uno pensa: che figata!!
effettivamente si, Polonia ed Inghilterra sono state davvero belle scoperte ma poi…poi arrivi in Belgio e ti viene tantissima voglia di dematerializzarti. In effetti, in 4 giorni mi sono chiesta più volte quale sia il tasso di suicidi di questo paese..insomma, senza tante cerimonie c’è da dire che il Belgio è proprio un posto di merda.
Vento gelido, gente stronza, cielo grigio, prezzi altissimi, cibo immangiabile, parlano in francese e aggravante tutti cessi…cioè un inferno. Voglio dire, in una nazione normale le cozze bollite con le cipolle intere non potrebbero mai divenire il piatto nazionale!!suvvia..
Ovviamente quando sei in giro per lavoro passi giornate e serate con persone che non hai mai visto e che probabilmente finito quel momento non rivedrai mai.
Da lì deriva la schiettezza e l’intensità di quei momenti.
Dopo un mese posso stilare il profilo dell’export manager. Una figura professionale che è quasi diventata fondamentale in ogni azienda ma che non comporta solo un lavoro..è una scelta di vita.
Sono persone che viaggiano 200 giorni all’anno, vivono con la valigia pronta e hanno due vite.
Parlando con diversi di loro ho scoperto che a certi livelli viaggiare diventa una droga e diventa una via di fuga dalla vita quotidiana casalinga. La maggioranza di loro anzi, oserei dire il 95%, ovviamente è uomo, e parlandoci ti dicono schiettamente: quello che accade in viaggio è cristallizzato, io sono due persone..per forza. Non sopravvivi sennò.
La questione che più mi ha colpito è come sempre la concezione di fedeltà, il miglior termine per definirla è ‘avanguardista’…ok, non voglio cadere nei classici luoghi comuni, ma quando uno in tutta sincerità davanti ad una buonissima birra belga ti guarda dritto negli occhi e ti dice:
‘Noi uomini siamo dei predatori, quindi per noi è un istinto primario quello della caccia,non c’è cattiveria…è più forte di noi,dettato dalla genetica.’
In quel momento ho pensato tre cose:
a. grazie Mr E per la schiettezza e la sincerità, dettate semplicemente dal fatto che siamo due perfetti sconosciuti, hai capito che non te la darò mai e con molta probabilità non ci rivedremo mai più.
b. questo significa che gira e rigira, teorie e non, alla fine siamo tutte fottute?!e che quindi, ancora una volta e a gran voce, la consapevolezza che, tutte le donne hanno, ma che rinchiudono nel cassetto più nascosto in basso nell’angolo della cantina del cuore, è assolutamente legittima..
“Gli uomini sono tutti uguali” e si salvi chi può!
c. Ho capito da dove deriva il proverbio: ‘sei conciato come il Belgio’!
effettivamente si, Polonia ed Inghilterra sono state davvero belle scoperte ma poi…poi arrivi in Belgio e ti viene tantissima voglia di dematerializzarti. In effetti, in 4 giorni mi sono chiesta più volte quale sia il tasso di suicidi di questo paese..insomma, senza tante cerimonie c’è da dire che il Belgio è proprio un posto di merda.
Vento gelido, gente stronza, cielo grigio, prezzi altissimi, cibo immangiabile, parlano in francese e aggravante tutti cessi…cioè un inferno. Voglio dire, in una nazione normale le cozze bollite con le cipolle intere non potrebbero mai divenire il piatto nazionale!!suvvia..
Ovviamente quando sei in giro per lavoro passi giornate e serate con persone che non hai mai visto e che probabilmente finito quel momento non rivedrai mai.
Da lì deriva la schiettezza e l’intensità di quei momenti.
Dopo un mese posso stilare il profilo dell’export manager. Una figura professionale che è quasi diventata fondamentale in ogni azienda ma che non comporta solo un lavoro..è una scelta di vita.
Sono persone che viaggiano 200 giorni all’anno, vivono con la valigia pronta e hanno due vite.
Parlando con diversi di loro ho scoperto che a certi livelli viaggiare diventa una droga e diventa una via di fuga dalla vita quotidiana casalinga. La maggioranza di loro anzi, oserei dire il 95%, ovviamente è uomo, e parlandoci ti dicono schiettamente: quello che accade in viaggio è cristallizzato, io sono due persone..per forza. Non sopravvivi sennò.
La questione che più mi ha colpito è come sempre la concezione di fedeltà, il miglior termine per definirla è ‘avanguardista’…ok, non voglio cadere nei classici luoghi comuni, ma quando uno in tutta sincerità davanti ad una buonissima birra belga ti guarda dritto negli occhi e ti dice:
‘Noi uomini siamo dei predatori, quindi per noi è un istinto primario quello della caccia,non c’è cattiveria…è più forte di noi,dettato dalla genetica.’
In quel momento ho pensato tre cose:
a. grazie Mr E per la schiettezza e la sincerità, dettate semplicemente dal fatto che siamo due perfetti sconosciuti, hai capito che non te la darò mai e con molta probabilità non ci rivedremo mai più.
b. questo significa che gira e rigira, teorie e non, alla fine siamo tutte fottute?!e che quindi, ancora una volta e a gran voce, la consapevolezza che, tutte le donne hanno, ma che rinchiudono nel cassetto più nascosto in basso nell’angolo della cantina del cuore, è assolutamente legittima..
“Gli uomini sono tutti uguali” e si salvi chi può!
c. Ho capito da dove deriva il proverbio: ‘sei conciato come il Belgio’!




