‘a: que largo queda Santiago, amigos echamos un trago..
b: andar es un placer..
c: no te quejes de tus pies..’
si..esatto. Parliamo del Cammino di Santiago..considerando che, da
due mesi a questa parte è la ragione dei miei mal di testa..o meglio,
non attribuiamo colpe al ‘camino’ bensì a ‘ciò che accade durante il
cammino’.
Con calma e serenità, un giorno vi racconterò della meraviglia e
dell’intensità di questa esperienza…oggi vi racconterò la storia di a, b
e c…delle canzoncine e del ‘maledetto il giorno che..’
Ognuno di noi, nel suo immaginario, ha una sezione catalogata come ‘cose
da fare una volta nella vita’; tra le mie c’era: fare il Cammino di
Santiago.
A farla breve, grazie ad una concatenazione di svariate serie di eventi,
il giorno 23 Luglio 2012, sono salita su di un’aereo con destinazione
Madrid, un pulman per Leòn e…sulle mie scarpe da skate puntate verso
Santiago di Campostela.
Cammina, cammina…prime vesciche e felicità,
Cammina cammina, distese di girasoli e palle di fieno,
Cammina cammina…chiacchiere importanti, banane, anima a fior di pelle…
Cammina cammina, scalo la prima montagna…
Cammina cammina, discendo la montagna, sono le 9.30, cammino da quasi tre ore ed adesso voglio un caffè!
Fu così che C entrò in un bar, il primo dopo ore in mezzo alle steppe,
alla disperata ricerca di una dose di caffeina….poteva immaginare
che..sbaaaammmmm!! Da quel momento in poi sarebbe cambiato
tutto??no…perchè il destino/la sfiga quando colpisce lo fa con la
freddezza e la precisione di un orologio svizzero o di un cecchino,
sssbaaamm! Il locale,infatti, era talmente piccolo da non poter
accogliere i pellegrini di passaggio…un pò accigliata C si guardò
intorno, e, scorse tra gli ormai famigliari visi dei suoi compagni di
viaggio, un sorriso sconosciuto, che, indicava animatamente la sedia
vuota al suo fianco. Fu così che A e C, si conobbero…tutto normale fino a
quando A, con un gesto lento, sollevò gli occhiali scuri, scoprendosi
gli occhi…del resto non ricordo praticamente nulla.
Cammina cammina, è il 27 Luglio arrivo in un ostello gigante ed in piena
rutine da pellegrina vado a fare la doccia e m’imbatto in A, lavo i
vestiti e A è nel lavabo a fianco al mio, stendo e A stende sul filo
dopo il mio…vado a pranzo, ho bisogno di una pausa…
Scende la sera, e come da consuetudine porto avanti il mio diario di
viaggio, ed A si siede il tavolo a fianco al mio a leggere..impossibile
ignorarlo..appoggio la penna, e lo guardo, alza gli occhi ed iniziamo a
parlare.
Ricordo molto poco della conversazione, non ero ancora in grado di
sostenere i suoi occhi senza che le mie ginocchia iniziassero a tremare,
ma ricordo una parte della conversazione in cui alla mia domanda ‘hai
una fidanzata?’ lui rispose ‘Si, vive a Londra’…ecco, in quel momento si
è fermato il tempo, sono uscita da me stessa, mi sono guardata e ho
detto: “smettila immediatamente, allontanati, chiudi la conversazione,
scappa a gambe levate, seminalo, qui c’è puzza di bruciato”….io però,
assolutamente indifferente ho risposto “ma figurati!cosa vuoi che
succeda?è solo una conversazione interessante come tante altre”..ecco,
appunto.
Cammina cammina, C prosegue il suo cammino parallelamente ad A, che per
fortuna o per disgrazia era accompagnato da B, uno spilungone
simpaticissimo, in grado di farla ridere fino alle lacrime.
Cammina cammina, sono passati due giorni dall’incontro con A e B, le
giornate si susseguono tutte identiche..A e C, si rendono conto di avere
esattamente gli stessi ritmi e le stesse abitudini..consapevolezza
inquietante ma che porta entrambi alla stessa conclusione, camminiamo
insieme.
Cammina cammina..C, A e B, percorrono i km senza rendersene conto, cantando, dibattendo e ballando..
Cammina Cammina, A B e C si avvicinano ogni giorno di più a Santiago, A e
C trascorrono i pomeriggi tra passeggiate, conversazioni sotto a
castagni secolari, escursioni nei boschi e lungo ruscelli e fiumi; e le
notti, insonni, vomitandosi addosso le loro vite, le loro emozioni, le
loro insicurezze, i loro problemi…quando,pochi giorni prima dell’arrivo,
entrambi si rendono conto di essere legati, mentre scendono gli ultimi
granelli nella clessidra di quell’esperienza.
Cammina cammina, ecco Santiago…B tranquillo ed entusiasta, A e C
silenziosi, uno a fianco l’altro, senza proferir parola osservano
quell’occhio nocciola che li guarda dalla parte più alta della
cattedrale.
Scende la sera, è ora di festeggiare perchè domani ci
separeremo…usciamo, ceniamo e alle tre del mattino, sfiniti, torniamo
nella nostra meravigliosa stanza tripla..
B si accascia sul letto
A si cambia
C si lava i denti
B inizia a russare, A e C si guardano, nessuno dei due ha intenzione di
andare a dormire…si siedono sul letto, ed iniziano a giocare a
domino…chiacchierano, ammutoliti dopo poco da un bacio..
Si ferma di nuovo il tempo..quel bacio è di quelli che non ti sono mai
capitati nella vita, di quelli che leggi solo nelle pagine dei libri, di
quelli che ti immagini ma non sai esattamente com’è viverlo….perchè se
ti fermi un attimo a pensare oggi i primi baci sono sempre l’inzio di
qualcosa tra due persone che si conoscono appena…questo, è stata
l’unione fisica conseguenza di quella mentale.
In quel momento esistevamo solo noi, i nostri occhi conficcati gli uni
negli altri, le carezze e i battiti impazziti di quei due cuori che non
si sa perchè, l’Universo le ha escogitate tutte perchè si incontrassero.
L’orologio segna le 5.30..forse è ora di dormire, ognuno nel suo letto.
Cammina cammina, rimane l’ultima tappa da pellegrino da fare:
Finisterra. AB e C salgono su di un pulman che, percorrendo la costa, li
porta in questo piccolo paesino sull’oceano dove, un tempo i pellegrini
credevano finisse il mondo…dove finirà il loro cammino.
Cammina cammina, bruciamo i vestiti
Cammina cammina, stiamo vicini in silenzio
Cammina cammina ecco il pulman,
B “fai la brava, verrò a trovarti in Italia”
A “è stato un ‘incanto’ conoscerti, è un arrivederci, ci vediamo e ci sentiamo”
C…gira l’angolo e scoppia a piangere, dopo mesi, piange…singhiozzi e litri d’acqua
piange perchè è finita..
piange perchè non capisce cosa diavolo hanno significato quei giorni e che senso hanno avuto..
piange perchè era partita per ritrovarsi ed oggi oltre a non sapere cosa fare di se ha anche mal di cuore
piange perchè quegli occhi le hanno stravolto completamente i piani
piange perchè gli mancherà da morire
piange perchè dopo libri, racconti, anni di latitanza sentimentale ha trovato qualcuno da poter definire ‘anima gemella’
piange perchè per tutta la vita, quando penserà al cammino ricorderà quegli occhi verdi e sentirà una stretta allo stomaco.
piange perchè le era stato detto che ‘il cammino vero inizia una volta a
casa’ e se quella è stata solo la prefazione…teme ciò che verrà poi.
Sono passati due mesi, ci siamo anche rivisti una volta…
grazie al miracolo della tecnologia riusciamo a rimanere in
contatto….vive nel suo ridente paesino nel mezzo della Mancha, ha una
fidanzata perfetta e prosegue con la sua vita.
Io, sono qui, mi sento ridicola per avergli creduto. Ho il mal di cuore e
la voglia di andare lontanissimo, nonostante sia felice della
meravigliosa esperienza, continuo a chiedermi perchè diavolo ci siamo
conosciuti! E’ stato uno scherzo del destino?
non mi fa per nulla ridere!
e poi sono arrabbiata, perchè non ce n’era nessun bisogno di farci
incontrare…quando mi ha guardata e mi ha detto ‘Ho imparato tantissimo
da te’ io mi son fermata e ho pensato: ‘ ed io da lui?’. Perchè noi
vogliamo crederci no? vogliamo credere che le cose che ci succedono,
anche le più dolorose hanno un significato e, non è tutto, frutto della
sfiga. No, perchè altrimenti dovrei rifugiarmi in un eremo e nutrirmi di
bacche e radici.
Posso dichiarare che a trentun anni sono sfinita. Le ho passate tutte le
fasi, innamoramento, adolescenza pregressa,fastido, abbattimento,
isolamento, ormonite, casi umani, fallimento, tristezza…ma c’è una fase
nella quale sono entrata da qualche tempo e dalla quale non riesco ad
uscire: odio tutti.
e so che non è carino da dire, ma diavolo permettono ad Emma di farci
una canzone e la passano pure per radio, quindi, oggi, io dichiaro di
essere entrata nell’evoluzione della pre – menzionata fase: odio tutti e
maledico il giorno in cui ti ho incontrato!!!!!

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