venerdì 13 novembre 2015

"Nella morte non c'è ragionevolezza...."

“Nella morte non c’è mai ragionevolezza” dicono, mi sono ripetuta questa frase un milione di volte per cercare di metabolizzare questo avvenimento che ad un certo punto, sbam, come un proiettile spezza le nostre vite, ci strappa dalle persone che amiamo, spacca a metà chi resta…chi resta lì senza di te. Il dolore che vedi negli occhi, sui visi, tra le mani di quelle persone spaccate a metà. La verità è che nonostante sappiamo tutti molto bene che la morte fa parte della vita, della quotidianità, non si è mai davvero pronti quando succede. Perdere qualcuno che ami è un po’ come se ad un certo punto del tuo tran tran quotidiano ti si stacca un braccio. Tac. Un dolore lancinante, lo shock e la mancanza. Un braccio che non puoi più riattaccare.
Possono raccontarti quello che vogliono, religione, psicologia, frasi fatte, slanci di pietà sconsiderata, ma la verità è che è una cosa talmente forte che non esistono parole, n’è concetti efficaci per consolarci, per chiudere quel buco che all’improvviso ti si apre in mezzo al petto. L’unico Oki per l’anima è la consapevolezza che quando qualcuno muore una parte della sua vita rimane sempre in te. 
Rimane nelle vene, sulla pelle, nelle parole di una canzone, nel suono di una risata, nei gesti e nelle parole. C’è chi crede nel paradiso, negli angeli custodi, nell’immortalità religiosa…ma la realtà è che non si sa davvero dove si va poi quando si chiude il sipario della vita.
So solo che chi se ne va rimane nelle persone che lo amavano e questo, secondo me, è il concetto di immortalità più bello che esista.
Nella morte non c’è ragionevolezza, l’unica logica è che esiste e non c’è modo di combatterla. Una delle frasi che amo di più di Baricco è quell’immagine che dipinge in Novecento:
“A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto.”
Nella morte non c’è ragionevolezza: il chiodo cede ed il quadro cade e tu non ci puoi fare niente.

giovedì 22 ottobre 2015

Mantra d'autunno



Ieri sera rientrando a casa mi sono accorta che il riscaldamento si era acceso, e' ufficiale: è Autunno.
I miei piedi (oltre a tristi) adesso sono anche ghiacciati.
E' arrivato Ottobre e come al solito non sono pronta psicologicamente.
Mi ha sempre affascinato l'autunno, nonostante il disagio che mi crea il cambio delle temperature, per i suoi colori e l'atmosfera che porta con se.
E' un po’ la stagione della quiete dopo la tempesta, della camomilla incandescente prima di dormire (che puntualmente rimane sul comodino), di madre che tutte le domeniche ci propina il lesso con la pearà, del 'ricominciamo spinning' e delle riflessioni.
Sono tra quelle persone che amano il Lago anche d'inverno:
sarà il riflesso diverso della luce del sole, o l'aria che punzecchia il viso o il freddo che mi congela i neuroni, chissà... o sarà questa nuova invenzione di Facebook dedicata alla 'finestra dei ricordi' che fomenta un bel po’ di argomenti e pensieri.
Certe foto, commenti, mi fanno ancora cadere dalla sedia dalle risate o mi riportano, anche solo per un attimo in alcuni ricordi meravigliosi..
Certi altri, invece, stringono un pò il cuore. Mi hanno sempre accusato di eccessiva ingenuità, dell'incapacità di 'pesare le persone', della troppa buona fede..
Ci sono quelli fatti così, difettati per questa società di squali e bugiardi seriali, quelli che ci mettono il cuore sempre in quello che fanno, quelli che sorridono anche se sono spezzati a metà.
Mi sono maledetta da sola molte volte per questo mio 'difetto', ma il mantra 'non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te' resta uno dei miei principi fondamentali.
Nonostante il male, gli inganni e le delusioni se tornassi indietro ripeterei tutto da capo!
L'amore, l'amicizia, i legami si misurano nelle emozioni che sono in grado di trasmetterti, il resto è tutta aria fritta. Tanti lo hanno dimenticato, ma ' i momenti' valgono più dei diamanti!
Una fuga lontano anche solo di qualche ora, un picnic in spiaggia, un abbraccio che ti scalda, i baci che asciugano le lacrime, un biglietto di un concerto, una cena improvvisata a casa, le risate a crepapelle sono queste le cose che fanno luccicare le giornate. Sono le cose per le quali vale la pena vivere, talvolta anche soffrire.
E per tutto il resto c'è: il 'Vaffanculo! E' il mio nuovo mantra!
'… lasciatemi gridare, lasciatemi sfogare (come cantava Pappalardo) ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo'. 
Una semplice parola che bisogna imparare a dire. 
Fondamentale, tanto quanto tutto ciò di cui ho parlato fino ad ora.
Ricordatevi che il calendario è già stracolmo di santi e martiri e farsi prendere per il naso o a farsi trattar male non serve a niente se non a mortificarci ulteriormente. Atteggiamenti davvero inutili per la nostra felicità. Non ho mai letto sul calendario 'Santa Clara da Verona, martire per aver tollerato un uomo fedifrago per 40 anni' o 'San Sergio da Corgnan, martire che si faceva passare sopra con la macchina'. Pensateci bene, e provate a dirlo, che liberazione no?!
E' Autunno, ho i piedi ghiacciati, gli alberi intorno si sono colorati di arancione, il sole ha cambiato luce e i miei chakra sono perfettamente allineati.


mercoledì 21 ottobre 2015

SER FELIZ... Papa Francisco


"Puedes tener defectos, estar ansioso y vivir irritado algunas veces, pero no te olvides que tu vida es la mayor empresa del mundo.
Sólo tu puedes evitar que ella vaya en decadencia.
Hay muchos que te aprecian, admiran y te quieren.
Me gustaría que recordaras que ser feliz, no es tener un cielo sin tempestades, camino sin accidentes, trabajos sin cansancio, relaciones sin decepciones.
Ser feliz es encontrar fuerza en el perdón, esperanza en las batallas, seguridad en el palco del miedo, amor en los desencuentros.
Ser feliz no es sólo valorizar la sonrisa, sino también reflexionar sobre la tristeza.
No es apenas conmemorar el éxito, sino aprender lecciones en los fracasos.
No es apenas tener alegría con los aplausos, sino tener alegría en el anonimato.
Ser feliz es reconocer que vale la pena vivir la vida, a pesar de todos los desafíos, incomprensiones, y períodos de crisis.
Ser feliz no es una fatalidad del destino, sino una conquista para quien sabe viajar para adentro de su propio ser.
Ser feliz es dejar de ser víctima de los problemas y volverse actor de la propia historia.
Es atravesar desiertos fuera de si, mas ser capaz de encontrar un oasis en lo recóndito de nuestra alma.
Es agradecer a Dios cada mañana por el milagro de la vida.
Ser feliz es no tener miedo de los propios sentimientos.
Es saber hablar de si mismo.
Es tener coraje para oír un "no".
Es tener seguridad para recibir una crítica, aunque sea injusta.
Es besar a los hijos, mimar a los padres, tener momentos poéticos con los amigos, aunque ellos nos hieran.
Ser feliz es dejar vivir a la criatura libre, alegre y simple, que vive dentro de cada uno de nosotros.
Es tener madurez para decir 'me equivoqué'.
Es tener la osadía para decir 'perdóname'.
Es tener sensibilidad para expresar 'te necesito'.
Es tener capacidad de decir 'te amo'.
Que tu vida se vuelva un jardín de oportunidades para ser feliz...
Que en tus primaveras seas amante de la alegría.
Que en tus inviernos seas amigo de la sabiduría.
Y que cuando te equivoques en el camino, comiences todo de nuevo.
Pues así serás más apasionado por la vida.
Y descubrirás que ser feliz no es tener una vida perfecta.
Sino usar las lágrimas para regar la tolerancia.
Usar las pérdidas para refinar la paciencia.
Usar las fallas para esculpir la serenidad.
Usar el dolor para lapidar el placer.
Usar los obstáculos para abrir las ventanas de la inteligencia.
Jamás desistas....
Jamás desistas de las personas que amas.
Jamás desistas de ser feliz, pues la vida es un espectáculo imperdible!"

mercoledì 14 ottobre 2015

Inversamente tecnologica

Leggo e vedo spesso articoli, post e commenti incentrati sul 'quanto sia nociva la tecnologia nelle nostre vite'.
Io stessa scrissi, qualche tempo fa, un post su 'gli amori ai tempi di whatsapp', molto critico..è assolutamente vero che
la tecnologia oggi ha un influenza molto pesante nelle nostre vite.
L'uso sbagliato di ciò che abbiamo a disposizione oggi, infatti, ci sta portando a diventare degli esseri sociopatici, con gravi carenze relazionali. La tecnologia è utilissima, però deve essere usata con il cervello:
nessun 'mi piace' può sostituire un abbraccio, nemmeno un' bacio-emoticon' può trasmettere quello che riescono due labbra!
Il disagio nasce, secondo me, quando ci si nasconde dietro a questi mezzi per evitar le cose.

Il mio proposito di oggi però, non è approfondire le distorsioni della tecnologia nelle nostre vite, ma i suoi benefici.
Ho sempre più voglia di andare ad abbracciare Mrs Skype, ad esempio, o John Whatsapp (si, avete letto bene, ho deciso che si chiama John) perché hanno avuto delle idee meravigliose!
Grazie a loro posso chiamare Londra prima di entrare in palestra, cenare a Fuerteventura la sera tardi o passeggiare in diretta con il Nicaragua.
E' un regalo meraviglioso, dovrebbero davvero dare un riconoscimento a queste menti, a prescindere dagli usi distorti che alcune persone ne fanno, queste nuove forme di comunicazione sono dei mezzi miracoli!
Certo, io non sono un genio delle telecomunicazioni…anzi, diciamo che ho serissime difficoltà soprattutto con i telefoni.
Sono il primo caso ('aggiungiamo umano) al quale il commesso dell' Apple Store si rifiuta di vendere gli ultimi modelli in commercio…quando sabato mattina
mi sono presentata al suo cospetto con il mio Ciao-Phone completamente disintegrato, mi ha guardata, ha sgranato gli occhi e mi ha detto
'Non ci posso credere..l'hai preso quattro mesi fa! Gli sei passata sopra con la macchina?' ecco.
Insomma, io e i cellulari non abbiamo un bel rapporto, o meglio, mi correggo io e gli smartphone. Voi ve lo ricordate il vostro passaggio dal telefono con i tasti al touch? Io si, perché è stato un trauma!
Correva l'anno 2009, mi sembra di ricordare, ero ancora residente canaria ed il mio nokia era talmente pieno di sabbia da non riuscire più a schiacciare i tasti.
Presa dallo sconforto una mattina, sono andata da Movistar (la mia compagnia telefonica spagnola) ho guardato la commessa con gli occhi da Gatto con gli Stivali e le ho detto ' Necesito un movil!'.
 Dopo 45 minuti di lavaggio del cervello, sono uscita dal negozio con il mio primo telefono touch: il Samsung Corby.
Tutta entusiasta e piena di brio sono andata a casa e l'ho messo in carica, di lì a due ore è iniziato l'inferno. Il mio caro telefono, da me sopprannominato Samsung Devil, faceva un po’ quello che voleva…non sto scherzando, il touch partiva innavertitamente ed inoltrava telefonate a numeri a caso, per non parlare di quando dovevo scrivere un messaggio.. dovevo sedermi e concentrami, non sempre mi lasciava scrivere quello che volevo  mi ci volevano 5 minuti a messaggio!
All'inizio ho attribuito queste difficoltà alla mia totale inesperienza e avversione per la tecnologia, e testarda, ho voluto insistere fino a che la situazione  tra me e Samsung Devil non diventò insostenibile!
Mi chiamavano, e lui non suonava oppure toccavo accidentalmente lo schermo, e lui mandava messaggi a caso impazzito.
Così un giorno, esasperata sono tornata al negozio, ho guardato la commessa (che adesso che ci penso mi guardava un po’ come quello della Apple) e le ho detto:
'io questo non lo voglio! Dammi un telefono con i tasti per cortesia!?'
Lei per tutta risposta mi ha rivolto un sorriso smagliante e mi ha sostituito il Samsung Devil con un altro Samsung Corby dicendomi:
'Mi niña, tranquilla..prova con questo, l'altro ha lo schermo difettato, potevi venire subito!'
Ecco.
Lo so, avrei dovuto capirlo subito, che il mio rapporto con gli smartphone non sarebbe stato facile, ma, nonostante tutte le difficoltà, la decina di telefoni che ho cambiato, gli schermi frantumati e le imprecazioni, non la penso assolutamente come Miss Italia!

Io sono felicissima di vivere nel 2015, e di aver a disposizione tutta questa tecnologia che mi permette di vedere quelle facce e sentire quelle voci che, anche se fisicamente lontane, sono comunque pezzi di cuore.

mercoledì 30 settembre 2015

" La crisi " A. Einstein

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle   persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
(tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931).

giovedì 24 settembre 2015

Meglio se mi riallineo i Chakra!

Non sono mai stata una fanatica della filosofia orientale, o meglio, mi affascina moltissimo e ritengo che il nostro cervello/spirito abbia un'influenza fondamentale su di noi e sul nostro fisico,ma non sono esattamente tagliata per le pratiche orientali.
Esempio eclatante fu il mio approccio con lo yoga: 
durante i primi dieci minuti della mia prima ed unica lezione caddi in un sonno profondo dal quale fui risvegliata solo alla fine  dalla mia coinquilina che si stava soffocando dalle risate. Non vorrei dire, ma io il viaggio mistico l'ho fatto comunque, ho pure sognato! 
Ammetto che dopo questa esperienza, mi è stato piuttosto chiaro che ci sono delle discipline per le quali non sono esattamente portata..diciamo che di zen non ho proprio niente, considerando pure che negli ultimi anni il mio quoziente di asocialità è aumentato a livelli vertiginosi.
Il desiderio che mi attanaglia spesso di comprare un lanciafiamme ed incenerire tutti, non riflette esattamente gli ideali buddisti.
Il fatto che non sia portata per 'praticare le filosofie orientali' non mi esula dal 'sperimentarle in modo passivo', quindi l'altro giorno, sono andata a fare una seduta di riflessologia plantare. Non ci ero mai stata, ma dopo numerose esortazioni (anche qualche minaccia) ho ceduto, un po’ perché ultimamente mi sembra di aver 186 anni, un po’ perché un massaggio fa sempre bene ed un po’ per curiosità.
Entro nello studio,
mi spoglio,
mi sdraio
ed arriva questa signora che mi ha tartassata di domande per 5 minuti; dopodiché si è seduta davanti ai miei piedi ed ha esclamato con voce sconcertata:
"Mamma mia che piedi tristi che hai!"
Ecco, direi che questa mi mancava proprio, non me lo aveva mai detto nessuno che ho i piedi tristi! Dicono che si somatizzi tutto, effettivamente se ripenso a quello che mi è successo negli ultimi anni, direi che sto fin troppo bene…quindi avere i piedi tristi potrebbe non essere niente di preoccupante, il problema è stato il resto. La seduta, infatti, è proseguita con lei che mi massaggiava dei punti in corrispondenza a dei blocchi individuati, che al solo contatto, mi facevano talmente tanto male da farmi saltare sul lettino!
Oltre ai piedi tristi, avevo anche i Chakra intrecciati ed i nervi annodati! Quando mi ha detto: 'Ok, per oggi ho finito', la sensazione che avevo era quella di uno che si rialza dopo che un tir gli è passato sopra! Sia chiaro, è stata un'esperienza davvero molto utile che consiglio a tutti, ne sono uscita stremata, si, ma più leggera e come mi ha detto lei 'con i Chakra un po’ più allineati'. L'effetto lo sento anche oggi, saranno i Chakra in riga o Saturno che si è finalmente spostato ( almeno è quello che ripete Paolo Fox da qualche settimana), ma mi sento molto meglio…ho perso questa ottantina d'anni che mi si erano accumulati sulla schiena.
L'unica cosa che mi preoccupa sono i miei piedi, speriamo che non cadano in depressione,
vi terrò aggiornati, intanto fisso un'altra seduta!

martedì 22 settembre 2015

PRINCIPE AZZURRO??!! ....mi sa che abbiamo sbagliato candeggio!


"C'era una volta..."  Quante volte abbiamo sentito, letto e ripetuto questa formula?
Preludio di una meravigliosa favola, la quale sicuramente ha come protagonista una principessa ed un principe...ecco si il principe, chissà a che categoria maschile aliena si sono ispirati gli scrittori di fiabe quando costruivano questi personaggi.
Ci hanno raccontato che i principi di solito sono azzurri, cavalcano destrieri bianchi, sconfiggono draghi ed abbattono i nemici più crudeli per salvare le loro principesse!
Il problema è che nel 2015 probabilmente questa tipologia di uomo si è estinta o a quanto sembra ha deciso di espatriare su qualche terra non abitata.
Nessuno ci ha raccontato che in realtà, oggi, le principesse si salvano da sole, nelle torri ci si rinchiudono volontariamente dall'esasperazione e con i draghi, se non riescono ad addomesticarli di solito ci fanno borsette o tappeti per il bagno!
I 'principi', invece, per la maggiore, sono di tutte le sfumature fuorché azzurro...anzi l'ultimo che ha fatto perdere la testa a metà pianeta era di una certa sfumatura di grigio.
Mi viene quindi il dubbio che soffriamo tutti di seri problemi di daltonismo..le sfumature di colore più comuni sono:

1. Il rosa: Lui è bellissimo, perfetto. Si veste bene, ti accompagna a fare shopping. Quando non è con te è dall'estetista. Profuma di buono. Capisce tutte le tue citazioni da Grey’s Anatomy e va d’accordo con tua mamma. E persino con tuo papà. Anzi, con tuo papà va proprio d’accordissimo! 


2. Il verde: l’altra volta aveva dimenticato il portafoglio. Questa volta non accettavano la sua carta di credito… sai, la Braccino Corto Express non è ancora in tutti i circuiti internazionali. E in un’altra occasione nel portafoglio aveva solo lire turche e meno male che hanno accettato il – tuo – bancomat. Va bene se sei molto ricca e lui ti piace proprio tanto, altrimenti fai attenzione: il rischio con chi è molto avaro con i soldi è che lo sia anche con i sentimenti..e poi diciamolo, le donne vanno anche corteggiate.

3. Il giallo: quando vi siete conosciuti non era molto in forma, per colpa della gastrite. Poi ti ha chiesto se per favore potevi andare tu a casa sua, e l’hai trovato sul divano con la tuta che si misurava la febbre ogni quarto d’ora: aveva il raffreddore. E c’è stata anche quella volta che a ballare è stato seduto tutto il tempo, colpa della sciatica. Se sei un’infermiera e hai bisogno di fare tirocinio, è lui l’uomo giusto per te! In qualsiasi altro caso, ricorda che, se già in generale l’uomo malato è un po’ una purga, l’uomo ipocondriaco è una lavanda gastrica.

4. Il nero: questo piace a tutte. Il bel tenebroso. Parla poco, ma quando lo fa parla solo di sé. Sempre di sé. La prima volta che ti racconta del suo viaggio in Congo su un cargo neozelandese lo ascolti affascinata. Al diciottesimo viaggio in meno di tre ore di conversazione hai già l’occhio a mezz’asta come neanche durante le repliche di Chi l’ha visto. Quando tace e fissa un punto lontano all’orizzonte, e tu ti chiedi a che cosa sta pensando, la risposta è: a niente. Nel suo cranio ululano i gelidi venti del nord. Ottimo per andarci in vacanza – sempre che ti piacciano i carghi – nel quotidiano è probabile che si riveli per quello che è: una palla atroce.

5. Il marrone. Battistiano. Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Questo è il peggiore: non si prende una responsabilità sulla vostra relazione manco a morire, però, guarda caso, alla fine finisce che si fa sempre come vuole lui. Colleziona scuse come altri uomini collezionano vinili: mi si è scaricato il cellulare.Mi sono addormentato. Esco da una storia difficile, sono spaventato. Io voglio fare con calma. Non sei tu, sono io. Sono innamorato di te, ma non riesco ad avere una relazione.
 Ho il gomito che mi fa contatto con il ginocchio. Quando ero piccolo mia nonna mi obbligava a pulire le cozze e adesso non posso proprio venire con te un weekend al mare, scusami, ma non è colpa mia. Quando ho insistito per prenotare la vacanza stavo solo ipotizzando.
 Scappare subito, a gambe levate. Di questo potremmo parlarne all'infinito, è la categoria più in auge.
L’unica soluzione per un principe così è innamorarsi di una strega, ma di quelle pessime.

Insomma concluderò dicendo che, il vissero felici e contenti oggi esiste ancora, ma non sempre sottintende la presenza di un principe. Non vale nemmeno la pena arrovelarcisi, mettiamoci bene in testa che ' le rape non sanguinano  ' .


martedì 15 settembre 2015

Oriana.

Ho sempre creduto che scrivere sia una delle forme d'arte più rare e straordinarie che ci siano. Il 15 Settembre di qualche anno fa spariva una delle donne, delle artiste migliori che abbia mai conosciuto...nonostante le sue idee ed ideologie che spesso ho giudicato è ritenuto molto lontane da me..trovo i suoi scritti estremamente contemporanei, trasversali....i libri non muoiono mai.
Non è mai perfetto
Non è vero che non credi all’amore.
Ci credi tanto da straziarti
perché ne vedi così poco
e perché quello che vedi
non è mai perfetto.
Ce ne sono milioni meglio di lui
Ce ne sono milioni meglio di lui!
Ce ne sono milioni anche meglio di me.
Comunque io non conosco quelli meglio di lui
e non posso consumar la mia vita ad aspettar di conoscerli.
E poi se dovessimo cercare la perfezione in un uomo,
si amerebbero i santi.
I santi son morti e io
non vado a letto col calendario.
….Non cercavo il tuo corpo…
…negli abbracci forsennati o dolcissimi
non era il tuo corpo che cercavo
bensì la tua anima, i tuoi pensieri,
i tuoi sentimenti, i tuoi sogni,
le tue poesie.
La morte di un amore è come la morte d’una persona amata.
Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto.
Perfino se l’hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido.
Mutilato 
La vita ha 4 sensi: amare, soffrire, lottare e vincere.
Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince.
Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.
L’amore da una parte sola non basta, Giò, le tue sono fantasie da masochista. Non si regala l’anima a chi non è disposto a regalare la sua.
Chi non fa regali, non apprezza regali.
Tu cerchi Dio in Terra
e sei disposta a qualsiasi menzogna pur di inventarlo.
Ma Dio non si inventa, e neppure l’amore.
L’amore è un dialogo, non un monologo.
Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione.
E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde,
al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce.
Aspettava e la sua piccola mente impazzita d’amore andava alla deriva come una barca senza remi.
Fantasie insensate e verità sconcertanti i flutti che la sbatacchiavano nella nebbia della sprovvedutezza e contro gli scogli della disperazione.
Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.

Lettera ad un bambino mai nato
La nostra logica è piena di contraddizioni. 
Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario.
E magari ti accorgi che il contrario è valido quanto ciò che affermavi.

Un uomo non resta incinto e, a proposito, dimmi: è un vantaggio o una limitazione?
Fino a ieri mi sembrava un vantaggio, anzi un privilegio.
Oggi mi sembra una limitazione, anzi una povertà.
V'è un che di glorioso nel chiudere dentro il proprio corpo un'altra vita, nel sapersi due anziché uno.

Essere donna è così affascinante.
È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai.
Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna.
Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza.
Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela:
quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza.
Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza che urla d'essere ascoltata. 

martedì 18 agosto 2015

34 PRIMAVERE



Dalla foto potrebbe sembrare che sia stata in guerra o abbia abbattuto il muro di casa a pugni, o abbia eroicamente combattuto le forze del male per salvare degli innocenti!
No, vi sbagliate…ho semplicemente giocato a beach volley con le mie amiche a Ferragosto!
Ecco…si, lo so, sono imbarazzante..dopo anni di puntate di Mila e Shiro, Mimì Ayuara e tutta la combriccola di giocatrici di pallavolo..Loro che hanno acceso ed ispirato tutti i migliori propositi sportivi rinchiusi dentro di noi.
Ricordo perfettamente quando Mila schiacciava sotto rete: saltava 5 metri e lanciava la palla agli avversari ad una velocità di 30km orari con effetto ipnotizzante, stendendoli sul colpo.
Ricordo, anche, i pomeriggi a palleggiare contro il muro di casa, estate-autunno-inverno-primavera/pioggia-neve-sole-bufera, con mia nonna che mi malediva dalla finestra della cucina tirandomi
i panini secchi in testa per farmi smettere!!
Mi sono sempre considerata una ragazza sportiva:  bici, piscina, corsa, skate, pattini, surf, kite, palestra, snowboard, trekking…mi sono cimentata praticamente in quasi tutti gli sport immaginabili,
con risultati più o meno positivi, diciamo che l’unica costante è che riesco sempre a farmi male.
Sono abituata diciamo, al mio spirito sportivo inversamente proporzionale rispetto al resto del mondo…più che altro a convivere con la mia sbadataggine cronica!
Ma ieri, quando guardandomi le mani e ho visto questi ematomi ho pensato: eccole qui le mie 34 primavere, tutte spalmate sulle pelle. Mi sono messa a ridere.
Qualcuno mi ha pure detto:" devi far entrare in quella testa dura che ormai sei un' adolescente di una volta, che l'età non avanza solo sulla carta di identità e ci sono cose per le quali non sei più portata!"
Forse un giorno riuscirò ad digerire anche questa convinzione, ma intanto sapete cosa vi dico?
Io mi diverto, mi diverto davvero tanto, ogni ruga che ho me la sono procurata saltando, giocando, esplorando, vivendo 'a squarcia gola'.
Di poche cose sono sicura, oltre che la Basilicata non esiste ovviamente, una di queste è che quando mi fermerò, avrò pochi rimpianti.
Ho visto, sentito e vissuto tante situazioni e penso che il mondo vada così a rotoli perché le persone si affannano per avere tutto,
avari di bruciare le tappe, senza rendersi conto poi, se non quando ormai è troppo tardi, che non si può tornare indietro.
Domani si concludono i 10 giorni che preferisco dell'anno, quelli dei nostri compleanni (grazie al cielo aggiungerei), magari mi ritiro in un eremo a riflettere sul senso della vita, e magari porto del lasonil..



lunedì 20 luglio 2015

Ballare in Pullia...

Estate, 75°gradi all'ombra, boom di vendite nel reparto condizionatori, spiagge, piscine, pozzanghere affollate, creme solari e colonne sonore da radio.
Siamo nel boom dell'estate 2015 ed io? io sono già andata in vacanza, concetto che nella forma mentis comune dovrebbe coincidere con la fine delle vacanze.
Fine Estate=Fine Ferie. Invece no, quest'anno in barba a tutti sono partita prima, a fine Giugno, come fanno i popoli del nord Europa o chi ha bambini minuscoli.
Abbiamo scelto la Puglia, non sono mai stata una fan sfegatata delle località di mare nostrane, sarà perché la mia meta preferita è una certa isoletta canaria.
Dicevo, abbiamo puntato il navigatore verso sud e via, giù fino in fondo all'Italia,
1.000 km
 di agonia. 
Sono iniziati così quei 12 giorni che mi hanno proprio schekerato.
Mi sento un po’ come può sentirsi un orologio quando lo si porta a pulire: smontata, resettata e con le batterie nuove di zecca.
Ho sempre pensato che, nonostante i problemi e i difetti, il nostro sia un paese meraviglioso, ma dopo quest'esperienza me ne sono definitivamente e perdutamente innamorata.
Se ci rifletto, questo stivale sembra un po’ un puzzle, uno di quei modelli fatti di pied-de-poule dove ogni regione è un mondo a sé con usi, costumi e dialetti tutti diversi.
E' stato meraviglioso passeggiare lungo distese di spiagge di sabbia bianchissima, dove il verde brillante del mare è talmente forte da accecare.
Guidare per quegli intrecci di vie, tra un paesino e l'altro, girando a caso, che se uno cerca di capirne il senso rischia di rimanerne intrappolato per il resto dei suoi giorni!
Veder sfilare, lungo la strada, uno dopo l'altro veri e proprio boschi di ulivi…centinaia di alberi,  con un fascino ed una eleganza tutta loro.
Gli edifici, con un architettura un po’ mixata, ma armoniosa dallo stile arabeggiante…sono rimasta incantata dai colori di Otranto, girovagando nelle sue vie con la sensazione di camminare in uno di quei dipinti ad olio che vedi appesi nei ristoranti.
Si insomma, come stare in un'altra dimensione. 
La cosa, però, che più mi ha estasiata sono stati senza dubbio i tramonti.
Sono una fan accanita del tramonto, adoro le sfumature nel cielo, ogni volta diverse, e la sensazione che porta con se quel momento della giornata: la sera, quando ci si dedica a ciò che si ama o anche solo a se stessi. I tramonti salentini migliori che ho visto sono stati in un luogo bizzarro, chiamato Kilometro Zero.
Due roulotte, un arredamento creativo fatto con oggetti riciclati e adattati alla situazione, uno scorcio su di una scogliera incorniciato da un sottofondo musicale anni 50.
Così tu, con i capelli croccanti e la pelle tirata dal sole, chiacchieri sorseggiando la tua birretta ghiacciata, mangiando una puccia con dentro la parmigiana, osservando quella palla rossa infuocata che lentamente viene inghiottita dal mare.
Tutto qui? si, tutto qui…perché credo che oggi ci si dimentichi troppo spesso che le cose più belle sono quelle semplici, come i tramonti, che le persone non sono quello che hanno ma quello che sono, che non conta dove ma conta con chi fai le cose.
Bisognerebbe imparare un po’ dal sole, lui se ne frega di tutto, sorge e tramonta tutti i giorni a prescindere da quello che è successo, perché ogni nuovo giorno è una nuova opportunità. 
Sono finite anche queste vacanze, le mie pile nuove funzionano talmente bene che, arrivata davanti alla porta di casa non mi ricordavo nemmeno qual'era la chiave per aprire la porta.
Andateci a a ballare in Puglia, lì suonano delle note che toccano il cuore.

mercoledì 20 maggio 2015

Pagine..




Mi ha colpito questa frase, pescata tra le pagine di un quotidiano.
In Spagna c'è un proverbio che dice 'La vida da muchas vueltas', innegabile ammettere che non  sia così.
Ho imparto davvero tanto nell'ultimo anno..
..ho imparato a dare delle seconde possibilità  invece di chiudere le porte e murarle
..ho imparato ad apprezzare le cose semplici, le risate delle mie amiche, gli abbracci di chi mi vuol bene
..ho imparato che a volte bisogna cadere per imparare, perché ci sono rinascite che portano con se una luce che altrimenti non conosceresti mai
..ho imparato che non esistono distanze per gli affetti sinceri, perché saranno e sono sempre con te
..ho imparato che bisogna sempre metterci il cuore nelle cose, anche se c'è il rischio di farsi male

Ci pensavo l'altra sera guidando la mia cinquecento, finestrini abbassati, musica e vento tra i capelli, in quel momento che sapeva di libertà e felicità..
pensavo a quanti tramonti ho visto e a quanti ancora ne vedrò..
mentre Noemi cantava:

' ..Fermo immagine sembra appartenere ad un'altra vita, un cielo instabile
che quasi sembra piangere,
ed io che torno tardi sola e penso che:
di storie ce ne sono tante,
pensavo fossi l'ultima e invece no. e invece no,e invece no..'

martedì 21 aprile 2015

Lentamente Muore...P.N.

Lentamente muore 
chi diventa schiavo dell'abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle "i" 
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore 
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l'amor proprio, 
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente, 
chi passa i giorni a lamentarsi 
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto 
prima di iniziarlo,
chi non fa domande 
sugli argomenti che non conosce, 
chi non risponde 
quando gli chiedono 
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo 
di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà 
al raggiungimento 
di una splendida felicità.

mercoledì 8 aprile 2015

quelle come me..

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive…
Quelle come me donano l’Anima, perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto…
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano, tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre… e quando smettono d’amare è solo perché piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno… quello di essere amate per ciò che sono e non per ciò che si vorrebbe fossero…
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai, sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare, ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio, perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore, perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio, non riceveranno altro che briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso, purtroppo, fondano la loro esistenza…
Quelle come me passano inosservate, ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti e che tu non hai voluto…
Alda Merini

mercoledì 28 gennaio 2015

DI CHE SEGNO SEI?

astri-di-paolo-fox-1
Mi sono sempre chiesta perché esistano gli oroscopi, ci avete mai pensato?
Allora ho detto: 
‘chiedo a Google, lui sa sempre tutto..’ e tra le miriadi di soluzioni mi è uscita questa definizione, che mi sembra la più sensata:
L’astrologia (parola che deriva dai termini greci astron, stelle, e logos, studio) è un insieme di concetti, teorie e metodologie fondate sul convincimento che la posizione degli astri possa condizionare i fatti terrestri.
In realtà è noto che l’uomo ha, fin dall’origine dei tempi, l’ossessione di conoscere il futuro e ci ha provato con I mezzi più svariati:
rune, carte, fondi del caffè, palle di vetro, stelle, pianeti, oggi siamo arrivati alle app per gli smartphone.
Nel 2015 la metodologia più semplice e low cost per conoscere il bollettino di guerra quotidiano è quella di scaricarsi l’app di Paolo Fox.
Paolo, lo sappiamo tutti, è l’astrologo più quotato del momento, lo si trova praticamente ovunque ormai, a leggere le sue previsioni: alla radio, in tv, sul giornale, ci sono anche i video suddivisi segno per segno a disposizione nella sua app.
Personalmente qualche credenza mistica l’ho sempre avuta, più o meno fondata, probabilmente perchè da piccola, oltre a Lady Oscar e Pollon, uno dei miei cartoni preferiti era I Cavalieri dello Zodiaco e quel gran figo di Sirio.
Da sempre quando dico la mia data di nascita la gente mi guarda con entusiasmo dicendo: wow che bel segno!
Si..bhe per carità, bello come segno, fuoco, pieno…energia, ma ultimamente non è che giri proprio bene per noi!
La sottoscritta, infatti, appartiene al ‘così definito’ segno Re dello Zodiaco: il Leone!
A detta di Paolo e di tutta la sua crew questo sarà il nostro anno, l’anno del’esplosione e della rinascita.
Peccato che,se continuiamo così, mi sa che ad esplodere saremo noi più che altro..
il problema è che oltre alla posizione dei pianeti e alle varie previsioni astrali, dovrebbero tener conto di Karma.
Facciamo un pò il resoconto degli ultimi anni:
Il 2013: ne sono successe di cotte di crude, gli oroscopi infatti dicevano: bla bla bla succederà questo, questo e quest’altro, ma dovete considerare che avete Saturno contro fino al 2014!
Ok, allora aspettiamo che Saturno decida di andar fuori dalle palle, stringiamo I denti e aspettiamo l’anno prossimo.(…ed intanto Karma si è accanito così tanto su di noi che il 2013 sembra sia durato 2 anni)
il 2014: top Saturno si è spostato, eh però adesso c’è Marte…ok beh, si ma non è poi così negativo..noooo è solo il pianeta della guerra = capelli dritti e Karma che ballava la samba tra I pianeti che intanto giravano ad elica)
e poi, eccolo che arriva, come previsto L’ANNO DELLA RIVINCITA: signori e signore il 2015! (tadaaaaaaaa)
ma Gennaio, eh..troppo vicino al 2014 quindi partiamo dal basso (considerando tutte le sfighe degli ultimi due anni, si parte dal sottosuolo),
ma tranquilli che da Febbraio, girano tutti i pianeti e BAM! sbaraglierete tutti I segni dello zodiaco!
Eccoci giunti a fine Gennaio, mancano pochi giorni a Febbraio e? beh, Febbraio è troppo vicino a Gennaio, che é troppo vicino al 2014 quindi ancora un pò di pazienza..ma da Marzo/Aprile
esploderà l’ammore, l’economia, la felicità!
Sapete cosa vi dico?
Paolo tu dovresti riconsiderare le tue priorità, chiedi alla Benedetta Parodi se ha bisogno di un aiuto in cucina e ti vai a far vedere quelle occhiaie che ultimamente non hai un aspetto proprio sano.
Nel frattempo, io quest’estate vado in ferie a Lourdes, chiedo in agenzia se magari organizzano per i casi limite come noi ‘il Madonna tour’ ed includono Fatima e Medjugorje…chissà che il 2016 vada un pò meglio!