mercoledì 14 ottobre 2015

Inversamente tecnologica

Leggo e vedo spesso articoli, post e commenti incentrati sul 'quanto sia nociva la tecnologia nelle nostre vite'.
Io stessa scrissi, qualche tempo fa, un post su 'gli amori ai tempi di whatsapp', molto critico..è assolutamente vero che
la tecnologia oggi ha un influenza molto pesante nelle nostre vite.
L'uso sbagliato di ciò che abbiamo a disposizione oggi, infatti, ci sta portando a diventare degli esseri sociopatici, con gravi carenze relazionali. La tecnologia è utilissima, però deve essere usata con il cervello:
nessun 'mi piace' può sostituire un abbraccio, nemmeno un' bacio-emoticon' può trasmettere quello che riescono due labbra!
Il disagio nasce, secondo me, quando ci si nasconde dietro a questi mezzi per evitar le cose.

Il mio proposito di oggi però, non è approfondire le distorsioni della tecnologia nelle nostre vite, ma i suoi benefici.
Ho sempre più voglia di andare ad abbracciare Mrs Skype, ad esempio, o John Whatsapp (si, avete letto bene, ho deciso che si chiama John) perché hanno avuto delle idee meravigliose!
Grazie a loro posso chiamare Londra prima di entrare in palestra, cenare a Fuerteventura la sera tardi o passeggiare in diretta con il Nicaragua.
E' un regalo meraviglioso, dovrebbero davvero dare un riconoscimento a queste menti, a prescindere dagli usi distorti che alcune persone ne fanno, queste nuove forme di comunicazione sono dei mezzi miracoli!
Certo, io non sono un genio delle telecomunicazioni…anzi, diciamo che ho serissime difficoltà soprattutto con i telefoni.
Sono il primo caso ('aggiungiamo umano) al quale il commesso dell' Apple Store si rifiuta di vendere gli ultimi modelli in commercio…quando sabato mattina
mi sono presentata al suo cospetto con il mio Ciao-Phone completamente disintegrato, mi ha guardata, ha sgranato gli occhi e mi ha detto
'Non ci posso credere..l'hai preso quattro mesi fa! Gli sei passata sopra con la macchina?' ecco.
Insomma, io e i cellulari non abbiamo un bel rapporto, o meglio, mi correggo io e gli smartphone. Voi ve lo ricordate il vostro passaggio dal telefono con i tasti al touch? Io si, perché è stato un trauma!
Correva l'anno 2009, mi sembra di ricordare, ero ancora residente canaria ed il mio nokia era talmente pieno di sabbia da non riuscire più a schiacciare i tasti.
Presa dallo sconforto una mattina, sono andata da Movistar (la mia compagnia telefonica spagnola) ho guardato la commessa con gli occhi da Gatto con gli Stivali e le ho detto ' Necesito un movil!'.
 Dopo 45 minuti di lavaggio del cervello, sono uscita dal negozio con il mio primo telefono touch: il Samsung Corby.
Tutta entusiasta e piena di brio sono andata a casa e l'ho messo in carica, di lì a due ore è iniziato l'inferno. Il mio caro telefono, da me sopprannominato Samsung Devil, faceva un po’ quello che voleva…non sto scherzando, il touch partiva innavertitamente ed inoltrava telefonate a numeri a caso, per non parlare di quando dovevo scrivere un messaggio.. dovevo sedermi e concentrami, non sempre mi lasciava scrivere quello che volevo  mi ci volevano 5 minuti a messaggio!
All'inizio ho attribuito queste difficoltà alla mia totale inesperienza e avversione per la tecnologia, e testarda, ho voluto insistere fino a che la situazione  tra me e Samsung Devil non diventò insostenibile!
Mi chiamavano, e lui non suonava oppure toccavo accidentalmente lo schermo, e lui mandava messaggi a caso impazzito.
Così un giorno, esasperata sono tornata al negozio, ho guardato la commessa (che adesso che ci penso mi guardava un po’ come quello della Apple) e le ho detto:
'io questo non lo voglio! Dammi un telefono con i tasti per cortesia!?'
Lei per tutta risposta mi ha rivolto un sorriso smagliante e mi ha sostituito il Samsung Devil con un altro Samsung Corby dicendomi:
'Mi niña, tranquilla..prova con questo, l'altro ha lo schermo difettato, potevi venire subito!'
Ecco.
Lo so, avrei dovuto capirlo subito, che il mio rapporto con gli smartphone non sarebbe stato facile, ma, nonostante tutte le difficoltà, la decina di telefoni che ho cambiato, gli schermi frantumati e le imprecazioni, non la penso assolutamente come Miss Italia!

Io sono felicissima di vivere nel 2015, e di aver a disposizione tutta questa tecnologia che mi permette di vedere quelle facce e sentire quelle voci che, anche se fisicamente lontane, sono comunque pezzi di cuore.

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