lunedì 20 luglio 2015

Ballare in Pullia...

Estate, 75°gradi all'ombra, boom di vendite nel reparto condizionatori, spiagge, piscine, pozzanghere affollate, creme solari e colonne sonore da radio.
Siamo nel boom dell'estate 2015 ed io? io sono già andata in vacanza, concetto che nella forma mentis comune dovrebbe coincidere con la fine delle vacanze.
Fine Estate=Fine Ferie. Invece no, quest'anno in barba a tutti sono partita prima, a fine Giugno, come fanno i popoli del nord Europa o chi ha bambini minuscoli.
Abbiamo scelto la Puglia, non sono mai stata una fan sfegatata delle località di mare nostrane, sarà perché la mia meta preferita è una certa isoletta canaria.
Dicevo, abbiamo puntato il navigatore verso sud e via, giù fino in fondo all'Italia,
1.000 km
 di agonia. 
Sono iniziati così quei 12 giorni che mi hanno proprio schekerato.
Mi sento un po’ come può sentirsi un orologio quando lo si porta a pulire: smontata, resettata e con le batterie nuove di zecca.
Ho sempre pensato che, nonostante i problemi e i difetti, il nostro sia un paese meraviglioso, ma dopo quest'esperienza me ne sono definitivamente e perdutamente innamorata.
Se ci rifletto, questo stivale sembra un po’ un puzzle, uno di quei modelli fatti di pied-de-poule dove ogni regione è un mondo a sé con usi, costumi e dialetti tutti diversi.
E' stato meraviglioso passeggiare lungo distese di spiagge di sabbia bianchissima, dove il verde brillante del mare è talmente forte da accecare.
Guidare per quegli intrecci di vie, tra un paesino e l'altro, girando a caso, che se uno cerca di capirne il senso rischia di rimanerne intrappolato per il resto dei suoi giorni!
Veder sfilare, lungo la strada, uno dopo l'altro veri e proprio boschi di ulivi…centinaia di alberi,  con un fascino ed una eleganza tutta loro.
Gli edifici, con un architettura un po’ mixata, ma armoniosa dallo stile arabeggiante…sono rimasta incantata dai colori di Otranto, girovagando nelle sue vie con la sensazione di camminare in uno di quei dipinti ad olio che vedi appesi nei ristoranti.
Si insomma, come stare in un'altra dimensione. 
La cosa, però, che più mi ha estasiata sono stati senza dubbio i tramonti.
Sono una fan accanita del tramonto, adoro le sfumature nel cielo, ogni volta diverse, e la sensazione che porta con se quel momento della giornata: la sera, quando ci si dedica a ciò che si ama o anche solo a se stessi. I tramonti salentini migliori che ho visto sono stati in un luogo bizzarro, chiamato Kilometro Zero.
Due roulotte, un arredamento creativo fatto con oggetti riciclati e adattati alla situazione, uno scorcio su di una scogliera incorniciato da un sottofondo musicale anni 50.
Così tu, con i capelli croccanti e la pelle tirata dal sole, chiacchieri sorseggiando la tua birretta ghiacciata, mangiando una puccia con dentro la parmigiana, osservando quella palla rossa infuocata che lentamente viene inghiottita dal mare.
Tutto qui? si, tutto qui…perché credo che oggi ci si dimentichi troppo spesso che le cose più belle sono quelle semplici, come i tramonti, che le persone non sono quello che hanno ma quello che sono, che non conta dove ma conta con chi fai le cose.
Bisognerebbe imparare un po’ dal sole, lui se ne frega di tutto, sorge e tramonta tutti i giorni a prescindere da quello che è successo, perché ogni nuovo giorno è una nuova opportunità. 
Sono finite anche queste vacanze, le mie pile nuove funzionano talmente bene che, arrivata davanti alla porta di casa non mi ricordavo nemmeno qual'era la chiave per aprire la porta.
Andateci a a ballare in Puglia, lì suonano delle note che toccano il cuore.

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