mercoledì 5 luglio 2017

Di martedì mattina...



"Io voglio che tu sia felice, non mi basta vederti sorridere, perché a volte sorridiamo per non mostrare al mondo quanto siamo fragili, o forse perché ci hanno insegnato il senso della dignità, e allora, qualche volta, sorridiamo mentre ci casca il mondo addosso"

Di martedì mattina, guardi il cielo ed è coperto di nuvole, le stesse che hai negli occhi.
Mi hanno insegnato che bisogna andare sempre avanti, 
che qualsiasi cosa succede sei tu la responsabile della tua felicità, 
che se una persona non ti ama devi lasciarla dov’è.

A volte però, in certe mattine, il cuore scavalca la ragione e ti trovi gli occhi pieni di lacrime pensando che si, era tutto sbagliato, ma nonostante questo il vuoto lasciato continua a pulsare.
Di martedì mattina poi, ti offrono il caffè, le lacrime tornano infondo agli occhi ed il cuore torna al suo posto, quando la ragione gli ricorda che, l’amore è prima di tutto coraggio...coraggio di restare perché ad andarsene sono capaci tutti...
Allora, le labbra abbozzano un sorriso pensando al coraggio di chi, nonostante tutto, non se n'è mai andato e ti fa svegliare tutte le mattine con il sorriso.

giovedì 8 giugno 2017

“CONOSCERETE LA VERITA' E LA VERITA' VI FARA' LIBERI”cit


Mi è successa una cosa davvero curiosa:
ho trovato questa frase in un libro al quale non ho mai dedicato molta attenzione.
Sarà che per cultura ci è stato imposta una religione fin dai nostri primi giorni di vita, o, sarà che ci sono talmente tante pagine da leggere al mondo che questo lo si da un po’ per scontato.
Fatto sta, che mi è capitata sotto agli occhi questa frase, uno dei mantra della mia esistenza.
La verità. 
Un concetto semplice, elementare. 
Dì la verità, non mentire, ci insegnano fin da bambini. 
La verità è libertà. 
Non puoi sbagliare se dici la verità, perché non è nient’altro che la realtà.
Mi piace molto l’associazione di libertà e verità, se ci si riflette, si evince che è un concetto assoluto e giusto. Ciò che ferisce, sono le bugie, le cose non dette, le omissioni, le prese in giro.
La verità a volte è scomoda, a volte fa tanto male da lasciarti senza fiato, ma ti rende libero. Il problema è quando una persona vera si scontra con una persona falsa. Lì nasce il dolore.
Se è vero che, chiunque, dovrebbe sempre tenere a mente di “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”, purtroppo spesso le persone lo dimenticano.
Poi, ormai l’abbiamo imparato, la vita ti presenta sempre il conto. 
Se hai la verità addosso, il conto sarà sempre pari..altrimenti, beh altrimenti lo sappiamo già.
E' più facile convivere con se stessi sapendo di averti ferito o di aver mentito?
Una bella domanda, il fatto è che la verità ha un super potere, il super potere che prima o poi viene sempre a galla. Allora riformulo la mia domanda:
E' più facile convivere con se stessi sapendo di aver ferito dicendo la verità o di aver mentito e di conseguenza ferito due volte: omettendo e mentendo?
Sarà che ieri sono andata a vedere Wonder Woman, e mi sento un po’ paladina del mondo (ovviamente devo lavorare sui miei super poteri), ma sogno un mondo di persone che hanno il coraggio di guardarti negli occhi e di dirti la verità, anche se dovranno convivere con la consapevolezza di averti ferito.
Oggi tocca a me, ma magari, magari domani toccherà a te.
La verità è libertà.

mercoledì 31 maggio 2017

'Lettera al mio ex' cit Gordon



Lo seguo da molto tempo ed ho sempre pensato che sia geniale in quello che fa. La cosa meravigliosa è come riesca esattamente a capire certi comportamenti e a riprodurre certe situazioni.
Risate da lacrime agli occhi, perché non resta che ridere davanti alla folle idiozia di questi uomini che insultano la nostra intelligenza pensando davvero di darcela a bere.
....conclude in modo perfetto, con il mio mantra preferito:
'Vaffanculo!'

giovedì 25 maggio 2017

Vivere, non sopravvivere..

"Sarebbe molto più facile se ci avessero inculcato il pensiero che basta un uomo qualsiasi per essere felici. Non magnifico, non attento, non fedele, non galante, non capace. No, uno qualsiasi. 
Tu lo vedi, lui ti vede. 
Ciao. 
Ciao.
Baciami. Vieni a cena con me. Ti faccio vedere il mio bilocale. Fai bene l'amore. Anche tu fai bene l'amore. Se sei credente ci sposiamo. Se vuoi il vestito bianco ci sposiamo. Il bianco mi ingrassa. Occhei chissenefrega. Stasera facciamo un figlio o una torta? Un figlio. Fai due. Meglio tre.
E giorni sempre uguali. Sempre uguali ma anche quasi belli. Sempre uguali e a volte pure brutti. Non ci si lascia mai. Perché se per ognuno di noi fosse destinato un LaQualunque vivremmo così, un po' felici, un po' tristi, un po' annoiate e un po' appagate.
Ed invece hanno creato esseri umani interessanti, di quelli che sono belli sul serio, di quelli che in una giornata vorresti fare tutto, proprio tutto. Ciao. Bilocale. Amore. Matrimonio. Figlio. Fai due. Meglio tre.
Ed è una felicità che annusi all'istante perché hai un olfatto che la riconosce la felicità, la sa riconoscere tra una moltitudine di altri odori.
E allora la segui, quella felicità. Chiedendoti però se non sarebbe meglio uno qualunque, con cui mettere radici serene, con cui guardare la tivù alla sera senza pensare che sia tristezza infinita, ma pace, finalmente pace.
Costa così tanto la felicità.
Domandarti quanto sei disposta a rischiare e quanto invece quella tivù non resti un porto sicuro.
Perché lo sanno tutti che nei porti sicuri si sopravvive. In mare aperto non è mica detto." 

Filosofia.

mercoledì 26 aprile 2017

E TU?

Se la mancanza è un sentimento, questo ora provo per te…Ti capita davanti agli occhi, d’improvviso, una luce diversa dalle altre. Una luce che vuole continuare a splendere e sa splendere di più, solo per te. Non ha intenti cattivi, non acceca né si fulmina per lasciarti al buio a tradimento, non sposta la sua visuale, persino nei momenti in cui tu non lo sai. Ma se tu abbassi gli occhi, la perdi. Così è l’amore, una luce che non si spegne mai, ma per darle la gioia di durare, devi darti il permesso di guardarla. Hai aspettato tanto una luce diversa e poi che fai? Te ne vai, proprio perché puoi finalmente permetterti di crederle, stavolta. Assurda la vita, non trovi? Tu hai la mente incasinata che si lega ai problemi con il fil di ferro e la tenerezza di un bimbo  che crede alla magia di un fiore delicato. E io ho giocato con i tuoi battiti ma mai con il tuo cuore, provando a farli ragionare, a metterli d’accordo. Il nostro è stato un bel modo di impazzire insieme. Hai un mondo tutto tuo, non so quanti lo abbiano compreso, abitato, amato, curato, desiderato davvero, al di là delle apparenze. Ciò che ho visto io spero sia solo mio, spero possa restarlo, come un valore assoluto da cui trarre per sempre speranza e verità. Io conosco i tuoi occhi davanti al mare, come montagne da scalare, li raggiungi e ci nevica dentro, ti congeli ma li ami lo stesso. Io conosco la tua tendenza a distruggere tutto quello che tocchi per paura che qualcuno distrugga te. La corazza e l’armatura le ho viste sciogliersi e diventare vento e le tue paure le ho viste liquefarsi all’interno di un mio abbraccio, come felicità allo stato puro addosso. Insieme abbiamo capito ciò che nessuno potrebbe capire, perché da fuori tutto è solo ciò che sembra, niente è davvero. Finisco dove finisce il tuo sorriso, inizio dove tu inizi a sorridere. Se la mancanza è un sentimento, questo ora provo per te. È il lato estremo del punto più alto dove per mano ci siamo disegnati insieme. Vorrei guardarti come ancora non ho fatto mai. 
Perché, lo so, posso far meglio. E tu?

giovedì 13 aprile 2017

Un mondo di parole

"Io ho un problema con le parole. 
Le prendo sul serio. 
È così da sempre, fin da quando ne ho memoria, e gli adulti che mi erano intorno mantenevano le promesse, non perché per loro fosse molto importante, ma perché sapevano che lo era per me. A quelle promesse mi attaccavo con minuscole unghie di bambina. E non è cambiato niente. 
Se tu mi dici che vieni alle 4, io alle 4 sarò sulla porta. 
Se tu mi dici che mi telefonerai, io alzerò la suoneria. 
Se tu mi dici che ci rivedremo, io tirerò fuori l'agenda.
Se tu mi dici che mi amerai per sempre, io ci crederò.
Dovete avere cura delle parole che dite, perché le parole rimangono attaccate all'anima delle persone, si infilano la pelle, si incastrano nel cervello e per staccarle ci vogliono forbici appuntite.
E le forbici fanno male." M.B.

lunedì 3 aprile 2017

"Ti ho visto crederci"

'Ti ho visto dimenticarti di te e piegarti in mille strati di pelle, soltanto per diventare più piccola e non essere nuovamente ingombrante.
Ti ho visto con le mani appoggiate dietro il vetro di una finestra, mentre una lacrima scendeva a bagnarti la bocca e tu, tirando su col naso, ancora cercavi una spiegazione.
Ti ho visto stringere nei pugni un sentimento solo tuo e domandarti mille volte cos'altro fare.
Niente, non potevi fare niente.

Ma io ti ho visto crederci.
Ti ho visto lottare, resistere, insistere.
Ti ho visto mollare.
Ed eri stranamente bella quel giorno, mentre mollavi.
Avevi negli occhi la luce di chi ha amato sul serio e sembravi grandissima, mentre rimettevi insieme gli strati di pelle per imparare a volerti bene di nuovo.

Ma io, io non dimenticherò mai lo spettacolo al quale ho assistito.
Vedere una donna che ci crede davvero.' S.S.

martedì 7 marzo 2017

Women day, ma anche no.

Non tratto mai argomenti di attualità perché ritengo che la nostra vita quotidiana sia già troppo tartassata da un ‘eccesso’ di informazione.
Il giorno prima del tanto conclamato Women day, voglio solo dire che il mondo di oggi è pieno di uomini piccoli che vivono un delirio di onnipotenza,
Talmente amplificato da sentirsi il potere di decidere della vita delle ‘proprie donne’.
Ci definiamo una società evoluta, quando in realtà appena il ‘maschio’ si sente messo in discussione fa cose folli, che troppo spesso finiscono in vere tragedie.
Mi si spezza il cuore tutte le volte che leggo dell'ennesimo femminicidio, di ragazze rovinate dall'acido, di violazioni e stupri.
Non voglio dilungarmi, ma qui ragazze non c’è niente da festeggiare, solo da consapevolizzarsi. 
Viviamo una parvenza di emancipazione, dietro la quale si celano stereotipi e tradizioni profondamente maschiliste.
Infondo, ne siamo tutte consapevoli e ce la facciamo andare bene, ci hanno insegnato che l'arte del compromesso è importante...la verità è che il compromesso lo accettiamo solo noi, perché la società funziona ancora allo stesso modo.
Fate attenzione quindi..attenzione a chi date confidenza, a chi aprite la porta, a chi accogliete nel vostro letto.

Se una persona non vi rispetta non imparerà mai, il rispetto non si impara è un principio fondamentale, una caratteristica innata. 



martedì 20 dicembre 2016

CREDO...

Credo nei silenzi, nelle cicatrici, nei lividi, nei drammi, nelle rotture, nel bene. Credo negli altri. Alle storie che non conosco, nascoste nelle auto ferme ad un semaforo. Nelle finestre con le luci accese di notte. Credo in chi ancora cerca una strada. Non credo in chi le strade le distrugge. Credo nei doveri di ciascuno e credo nei diritti uguali per tutti. Non credo agli eroi, alla perfezione, agli sconti, ma credo al sudore, alla fatica, alle conquiste. Credo in chi lotta per i diritti degli altri. Credo nel potere delle parole, nel loro peso, nella loro bellezza. Credo in chi ha perso la vita pur di non perdere le parole. Credo nella storia che dovrebbe insegnare a tutti a non ripetere gli stessi errori. Credo nella famiglia, quella da cui tornare ferito per cercare conforto, quella che non ti giudica, che ti abbraccia quando sei triste, che ti nutre quando hai fame, che ti copre quando hai freddo. Credo che questa sia l’unica definizione di famiglia possibile” M.M.

Mi sembrava il testo più adatto per inaugurare questa nuova fase, nuova era, dopo tanti mesi di silenzio, tante parole rimaste nelle dita, tanti argomenti rimasti nella testa, scegliere il silenzio è comunque un modo di esprimersi a mio parere. 

Oltre alle cose sopra elencate, credo fermamente nelle parole, le parole possono essere armi, abbracci, carezze, dipinti, melodie...Credo nelle parole.

venerdì 13 novembre 2015

"Nella morte non c'è ragionevolezza...."

“Nella morte non c’è mai ragionevolezza” dicono, mi sono ripetuta questa frase un milione di volte per cercare di metabolizzare questo avvenimento che ad un certo punto, sbam, come un proiettile spezza le nostre vite, ci strappa dalle persone che amiamo, spacca a metà chi resta…chi resta lì senza di te. Il dolore che vedi negli occhi, sui visi, tra le mani di quelle persone spaccate a metà. La verità è che nonostante sappiamo tutti molto bene che la morte fa parte della vita, della quotidianità, non si è mai davvero pronti quando succede. Perdere qualcuno che ami è un po’ come se ad un certo punto del tuo tran tran quotidiano ti si stacca un braccio. Tac. Un dolore lancinante, lo shock e la mancanza. Un braccio che non puoi più riattaccare.
Possono raccontarti quello che vogliono, religione, psicologia, frasi fatte, slanci di pietà sconsiderata, ma la verità è che è una cosa talmente forte che non esistono parole, n’è concetti efficaci per consolarci, per chiudere quel buco che all’improvviso ti si apre in mezzo al petto. L’unico Oki per l’anima è la consapevolezza che quando qualcuno muore una parte della sua vita rimane sempre in te. 
Rimane nelle vene, sulla pelle, nelle parole di una canzone, nel suono di una risata, nei gesti e nelle parole. C’è chi crede nel paradiso, negli angeli custodi, nell’immortalità religiosa…ma la realtà è che non si sa davvero dove si va poi quando si chiude il sipario della vita.
So solo che chi se ne va rimane nelle persone che lo amavano e questo, secondo me, è il concetto di immortalità più bello che esista.
Nella morte non c’è ragionevolezza, l’unica logica è che esiste e non c’è modo di combatterla. Una delle frasi che amo di più di Baricco è quell’immagine che dipinge in Novecento:
“A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto.”
Nella morte non c’è ragionevolezza: il chiodo cede ed il quadro cade e tu non ci puoi fare niente.

giovedì 22 ottobre 2015

Mantra d'autunno



Ieri sera rientrando a casa mi sono accorta che il riscaldamento si era acceso, e' ufficiale: è Autunno.
I miei piedi (oltre a tristi) adesso sono anche ghiacciati.
E' arrivato Ottobre e come al solito non sono pronta psicologicamente.
Mi ha sempre affascinato l'autunno, nonostante il disagio che mi crea il cambio delle temperature, per i suoi colori e l'atmosfera che porta con se.
E' un po’ la stagione della quiete dopo la tempesta, della camomilla incandescente prima di dormire (che puntualmente rimane sul comodino), di madre che tutte le domeniche ci propina il lesso con la pearà, del 'ricominciamo spinning' e delle riflessioni.
Sono tra quelle persone che amano il Lago anche d'inverno:
sarà il riflesso diverso della luce del sole, o l'aria che punzecchia il viso o il freddo che mi congela i neuroni, chissà... o sarà questa nuova invenzione di Facebook dedicata alla 'finestra dei ricordi' che fomenta un bel po’ di argomenti e pensieri.
Certe foto, commenti, mi fanno ancora cadere dalla sedia dalle risate o mi riportano, anche solo per un attimo in alcuni ricordi meravigliosi..
Certi altri, invece, stringono un pò il cuore. Mi hanno sempre accusato di eccessiva ingenuità, dell'incapacità di 'pesare le persone', della troppa buona fede..
Ci sono quelli fatti così, difettati per questa società di squali e bugiardi seriali, quelli che ci mettono il cuore sempre in quello che fanno, quelli che sorridono anche se sono spezzati a metà.
Mi sono maledetta da sola molte volte per questo mio 'difetto', ma il mantra 'non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te' resta uno dei miei principi fondamentali.
Nonostante il male, gli inganni e le delusioni se tornassi indietro ripeterei tutto da capo!
L'amore, l'amicizia, i legami si misurano nelle emozioni che sono in grado di trasmetterti, il resto è tutta aria fritta. Tanti lo hanno dimenticato, ma ' i momenti' valgono più dei diamanti!
Una fuga lontano anche solo di qualche ora, un picnic in spiaggia, un abbraccio che ti scalda, i baci che asciugano le lacrime, un biglietto di un concerto, una cena improvvisata a casa, le risate a crepapelle sono queste le cose che fanno luccicare le giornate. Sono le cose per le quali vale la pena vivere, talvolta anche soffrire.
E per tutto il resto c'è: il 'Vaffanculo! E' il mio nuovo mantra!
'… lasciatemi gridare, lasciatemi sfogare (come cantava Pappalardo) ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo'. 
Una semplice parola che bisogna imparare a dire. 
Fondamentale, tanto quanto tutto ciò di cui ho parlato fino ad ora.
Ricordatevi che il calendario è già stracolmo di santi e martiri e farsi prendere per il naso o a farsi trattar male non serve a niente se non a mortificarci ulteriormente. Atteggiamenti davvero inutili per la nostra felicità. Non ho mai letto sul calendario 'Santa Clara da Verona, martire per aver tollerato un uomo fedifrago per 40 anni' o 'San Sergio da Corgnan, martire che si faceva passare sopra con la macchina'. Pensateci bene, e provate a dirlo, che liberazione no?!
E' Autunno, ho i piedi ghiacciati, gli alberi intorno si sono colorati di arancione, il sole ha cambiato luce e i miei chakra sono perfettamente allineati.


mercoledì 21 ottobre 2015

SER FELIZ... Papa Francisco


"Puedes tener defectos, estar ansioso y vivir irritado algunas veces, pero no te olvides que tu vida es la mayor empresa del mundo.
Sólo tu puedes evitar que ella vaya en decadencia.
Hay muchos que te aprecian, admiran y te quieren.
Me gustaría que recordaras que ser feliz, no es tener un cielo sin tempestades, camino sin accidentes, trabajos sin cansancio, relaciones sin decepciones.
Ser feliz es encontrar fuerza en el perdón, esperanza en las batallas, seguridad en el palco del miedo, amor en los desencuentros.
Ser feliz no es sólo valorizar la sonrisa, sino también reflexionar sobre la tristeza.
No es apenas conmemorar el éxito, sino aprender lecciones en los fracasos.
No es apenas tener alegría con los aplausos, sino tener alegría en el anonimato.
Ser feliz es reconocer que vale la pena vivir la vida, a pesar de todos los desafíos, incomprensiones, y períodos de crisis.
Ser feliz no es una fatalidad del destino, sino una conquista para quien sabe viajar para adentro de su propio ser.
Ser feliz es dejar de ser víctima de los problemas y volverse actor de la propia historia.
Es atravesar desiertos fuera de si, mas ser capaz de encontrar un oasis en lo recóndito de nuestra alma.
Es agradecer a Dios cada mañana por el milagro de la vida.
Ser feliz es no tener miedo de los propios sentimientos.
Es saber hablar de si mismo.
Es tener coraje para oír un "no".
Es tener seguridad para recibir una crítica, aunque sea injusta.
Es besar a los hijos, mimar a los padres, tener momentos poéticos con los amigos, aunque ellos nos hieran.
Ser feliz es dejar vivir a la criatura libre, alegre y simple, que vive dentro de cada uno de nosotros.
Es tener madurez para decir 'me equivoqué'.
Es tener la osadía para decir 'perdóname'.
Es tener sensibilidad para expresar 'te necesito'.
Es tener capacidad de decir 'te amo'.
Que tu vida se vuelva un jardín de oportunidades para ser feliz...
Que en tus primaveras seas amante de la alegría.
Que en tus inviernos seas amigo de la sabiduría.
Y que cuando te equivoques en el camino, comiences todo de nuevo.
Pues así serás más apasionado por la vida.
Y descubrirás que ser feliz no es tener una vida perfecta.
Sino usar las lágrimas para regar la tolerancia.
Usar las pérdidas para refinar la paciencia.
Usar las fallas para esculpir la serenidad.
Usar el dolor para lapidar el placer.
Usar los obstáculos para abrir las ventanas de la inteligencia.
Jamás desistas....
Jamás desistas de las personas que amas.
Jamás desistas de ser feliz, pues la vida es un espectáculo imperdible!"

mercoledì 14 ottobre 2015

Inversamente tecnologica

Leggo e vedo spesso articoli, post e commenti incentrati sul 'quanto sia nociva la tecnologia nelle nostre vite'.
Io stessa scrissi, qualche tempo fa, un post su 'gli amori ai tempi di whatsapp', molto critico..è assolutamente vero che
la tecnologia oggi ha un influenza molto pesante nelle nostre vite.
L'uso sbagliato di ciò che abbiamo a disposizione oggi, infatti, ci sta portando a diventare degli esseri sociopatici, con gravi carenze relazionali. La tecnologia è utilissima, però deve essere usata con il cervello:
nessun 'mi piace' può sostituire un abbraccio, nemmeno un' bacio-emoticon' può trasmettere quello che riescono due labbra!
Il disagio nasce, secondo me, quando ci si nasconde dietro a questi mezzi per evitar le cose.

Il mio proposito di oggi però, non è approfondire le distorsioni della tecnologia nelle nostre vite, ma i suoi benefici.
Ho sempre più voglia di andare ad abbracciare Mrs Skype, ad esempio, o John Whatsapp (si, avete letto bene, ho deciso che si chiama John) perché hanno avuto delle idee meravigliose!
Grazie a loro posso chiamare Londra prima di entrare in palestra, cenare a Fuerteventura la sera tardi o passeggiare in diretta con il Nicaragua.
E' un regalo meraviglioso, dovrebbero davvero dare un riconoscimento a queste menti, a prescindere dagli usi distorti che alcune persone ne fanno, queste nuove forme di comunicazione sono dei mezzi miracoli!
Certo, io non sono un genio delle telecomunicazioni…anzi, diciamo che ho serissime difficoltà soprattutto con i telefoni.
Sono il primo caso ('aggiungiamo umano) al quale il commesso dell' Apple Store si rifiuta di vendere gli ultimi modelli in commercio…quando sabato mattina
mi sono presentata al suo cospetto con il mio Ciao-Phone completamente disintegrato, mi ha guardata, ha sgranato gli occhi e mi ha detto
'Non ci posso credere..l'hai preso quattro mesi fa! Gli sei passata sopra con la macchina?' ecco.
Insomma, io e i cellulari non abbiamo un bel rapporto, o meglio, mi correggo io e gli smartphone. Voi ve lo ricordate il vostro passaggio dal telefono con i tasti al touch? Io si, perché è stato un trauma!
Correva l'anno 2009, mi sembra di ricordare, ero ancora residente canaria ed il mio nokia era talmente pieno di sabbia da non riuscire più a schiacciare i tasti.
Presa dallo sconforto una mattina, sono andata da Movistar (la mia compagnia telefonica spagnola) ho guardato la commessa con gli occhi da Gatto con gli Stivali e le ho detto ' Necesito un movil!'.
 Dopo 45 minuti di lavaggio del cervello, sono uscita dal negozio con il mio primo telefono touch: il Samsung Corby.
Tutta entusiasta e piena di brio sono andata a casa e l'ho messo in carica, di lì a due ore è iniziato l'inferno. Il mio caro telefono, da me sopprannominato Samsung Devil, faceva un po’ quello che voleva…non sto scherzando, il touch partiva innavertitamente ed inoltrava telefonate a numeri a caso, per non parlare di quando dovevo scrivere un messaggio.. dovevo sedermi e concentrami, non sempre mi lasciava scrivere quello che volevo  mi ci volevano 5 minuti a messaggio!
All'inizio ho attribuito queste difficoltà alla mia totale inesperienza e avversione per la tecnologia, e testarda, ho voluto insistere fino a che la situazione  tra me e Samsung Devil non diventò insostenibile!
Mi chiamavano, e lui non suonava oppure toccavo accidentalmente lo schermo, e lui mandava messaggi a caso impazzito.
Così un giorno, esasperata sono tornata al negozio, ho guardato la commessa (che adesso che ci penso mi guardava un po’ come quello della Apple) e le ho detto:
'io questo non lo voglio! Dammi un telefono con i tasti per cortesia!?'
Lei per tutta risposta mi ha rivolto un sorriso smagliante e mi ha sostituito il Samsung Devil con un altro Samsung Corby dicendomi:
'Mi niña, tranquilla..prova con questo, l'altro ha lo schermo difettato, potevi venire subito!'
Ecco.
Lo so, avrei dovuto capirlo subito, che il mio rapporto con gli smartphone non sarebbe stato facile, ma, nonostante tutte le difficoltà, la decina di telefoni che ho cambiato, gli schermi frantumati e le imprecazioni, non la penso assolutamente come Miss Italia!

Io sono felicissima di vivere nel 2015, e di aver a disposizione tutta questa tecnologia che mi permette di vedere quelle facce e sentire quelle voci che, anche se fisicamente lontane, sono comunque pezzi di cuore.