mercoledì 3 luglio 2013

Date di scadenza..



Ieri sera, mi è tornata in mente la famosa anguria che fu ospite nel mio meraviglioso frigorifero muccato a Fuerteventura…correva l’estate 2009, tutte la ricordano.
Adoro l’anguria, la frutta in generale, fosse per me mi nutrirei solo di quello e generalmente d’estate accade sempre.
Mi piace il suo colore, l’odore, la freschezza, mangiarla  con coltello e mani a tutte le ore del giorno e della notte…una fetta d’anguria ci sta sempre.
Quella volta, mi ricordo, che presa dall’entusiasmo ne comprai metà assolutamente convinta di fulminarla in tre giorni..stipata in frigo, incastrata tra un ripiano e l’altro,iniziò così il suo soggiorno.
Il primo giorno ne mangiai un pezzetto, di corsa; il secondo, un quartino la sera; il terzo l’ho solo guardata.
Iniziarono a trascorrere i giorni…aprivo il frigo e la vedevo lì, mi aspettava splendente del suo rosso maculato..
Riflettendoci, quella fetta di anguria mi ricorda tanto le innumerevoli non relazioni che mi sono passate davanti agli occhi in questi anni. Sapete no? a cosa mi riferisco:
Quando conosci una persona, ti piace, la frequenti, ci stai bene, ma per enne motivi la relazione non va avanti, in molti casi nemmeno inizia, non scatta nulla, per pigrizia o per chissà:
rimane lì, appoggiata nel ripiano centrale a sinistra del frigorifero, dietro alla confezione del lavoro, vicino al barattolo degli impegni, rinchiusa nel sacchetto delle paure, coperta alla vista dall’egocentrismo delle persone. Resta lì si raggrinzisce lentamente, fermenta, diventa stantia ed, infine, un giorno, apri il frigo e ti rendi conto che inizia a puzzare.
A quel punto, non ti rimane che liberare lo scaffale: ti ritrovi davanti questa cosa ricoperta di muffa verdognola e ripugnante, che non ti va neanche di riprendere in mano.
Come quando ti trovi d’un tratto davanti una persona, che osservi e non ti suscita più nulla. Zero, elettrocardiogramma piatto…è annientante come sensazione, magari qualche mese prima al solo vederlo arrossivi e ti batteva il cuore all’impazzata. Come quando incontri un ex per strada, con il quale hai condiviso esperienze, a volte anni, per il quale hai versato lacrime e avresti spostato le montagne per farlo felice.
Oggi, lo guardi con quella disarmante indifferenza emozionale della quale non ti saresti mai ritenuto capace. Chissà cos’è che scatta, sarà una questione di tempi..o siamo anche noi come le fette d’anguria? Come i vasetti di yogurt?
Abbiamo una data di scadenza che non ci è data sapere…oltrepassata la quale, puff svanisce tutto e finisce la magia.
Questo perché? Perché quella buonissima fetta d’anguria tanto desiderata è stata dimenticata e lasciata ammuffire? Forse era stata comprata nel momento sbagliato, forse il frigo era troppo pieno, forse c’erano altre cose da mangiare, forse abbiamo anche noi un limite massimo di sopportazione oltre il quale scatta il game over….
Se ci si ferma a riflettere su questi meccanismi non si può che arrivare alla conclusione che:
l’amore è una malattia mentale, colpisce tutti inevitabilmente ed in modo imprevedibile… ti fa fare follie, ti sheckera, i risultati possono essere due: o un’ottima miscela piacevole o un cocktail imbevibile.
E’ rimasta dimenticata per più di 20 giorni, quel Picasso di fetta d’anguria (si lo so sono pessima), fino a che, ho preso il coraggio a 4 mani e l’ho buttato nella pattumiera trattenendo il respiro.
Mi è spiaciuto buttarla, è stato uno spreco…come tutte le ‘occasioni’ lasciate ad ammuffire, come tutte le persone che ti accantonano non curanti della data di scadenza…. quando, d’improvviso, si rendono conto di quello che hanno accantonato, e vorrebbero assaggiarti, ma tu non sei più commestibile.

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