martedì 9 luglio 2013

Il Gatto con gli stivali...

2012-11-17 12.32.27
<< C’era una volta….un mugnaio che lasciò in eredità ai suoi figli un mulino, un somaro e un gatto. La divisione fu presto fatta senza bisogno di notaio o procuratore, che s'avrebbero mangiato essi tutto il misero patrimonio. Il maggiore ebbe il mulino, il secondo l'asino, e l'ultimo il gatto. Non si consolava questi che gli fosse toccata una così magra porzione. "I miei fratelli, diceva, potranno, mettendosi insieme, guadagnarsi onestamente la vita; per me, mangiato che avrò il gatto e fattomi della sua pelle un manicotto, bisognerà che muoia di fame"
Il Gatto, che udì queste parole senza però farne le viste, gli disse in tono serio e posato: "Non vi affliggete, padroncino mio, datemi solo un sacco e fatemi far un par di stivali per andar nelle macchie, e vedrete che la vostra sorte non è poi tanto cattiva quanto credete." […] Il Gatto in realtà fu la sua fortuna tant’è che la fiaba si conclude con ‘il padroncino’ che, grazie alle sue capacità, sposa la figlia del Re, la principessa. E vissero tutti felici e contenti…>>
C’è chi il Gatto lo riceve in eredità e chi, come me, lo trova sulla sua strada. Fu così che ebbe inizio la nostra storia, in un freddo pomeriggio d’inizio Novembre, quando un Gatto, è entrato nella mia vita.
talmente piccolo da stare in un palmo di mano, rosso rosso rossissimo, spelacchiato con  delle bizzarrissime striature anni 70’.
Mai visto un animale così, è stato amore a prima vista. Così Gigi-il-figlio-di-satana è diventato il mio coinquilino, dispettoso come pochi, ha fatto più voli lui da una parte all’altra della casa che un aereo Ryanair. Minuscolo, ma sempre affamato, poca è la differenza tra lui ed un San Bernardo. Litigavamo sempre, ma ci volevamo bene.
Gigi-non-farti-le-unghie-sulla-sedia-nuova
Gigi-non-saltarmi-sopra-finchè-dormo
Gigi-non-si-fa-la-pipì-negli-angoli
Gigi-non-puoi-entrare-in-doccia
2012-11-09 20.30.21
Mille volte mi sono sentita dire “voi due non siete fatti per stare insieme”, sarà che anch’io sono un elemento difficile ed indomabile, sarà che era uguale a me…non so… ma senza di lui non si poteva stare. Sono una accanita sostenitrice di ciò che dice Lilo, in Lilo&Stich:
“Ohana vuol dire famiglia, vuol dire che nessuno viene abbandonato”
Poi, fu il momento del cambio casa, del giardino e Gigi-voglio-uscire-e-prendo-la-porta-a-testate-finchè-non-la-apri..
Dicembre, iniziava a crescere e a voler fare ‘le cose che fanno i gatti grandi’…fino a che un giorno non si è perso.
“I gatti non si perdono”, mi dicevano, “i gatti normali , rispondevo– non Gigi”. Ancora una volta avevo ragione, dopo 4 giorni di estenuanti ricerche, ed aver smosso tutto il vicinato, l’ho ritrovato, una notte, infondo alla via che miagolava al vuoto disperato.
Si, perché Gigi riconosceva il rumore della mia macchina ed iniziava a miagolare appena imboccavo il vialetto, però non aveva senso dell’orientamento, era un po’ rincoglionito..come me. Dopo il campus di 4 giorni fuori casa, senza cibo, protezione e coccole, è tornato completamente cambiato.
Mansueto e tranquillo, neanche avesse fatto una seduta dall’esorcista..un’altro Gigi, certo..con il solito caratteraccio, ma non assaliva più chi entrava incasa, né saltava ovunque, né faceva pipì negli angoli.
In poche settimane era diventato il gatto del vicinato:
faceva compagnia alla vicina passando il pomeriggio a distruggerle il tappeto, andava dalla bambina isterica di sotto – lui le mangiava i biscotti e lei gli tirava il pelo
e poi stava con me, ormai diventato gigantesco...quando mi si sdraiava addosso a stella mi immobilizzava.
Gigi-non-puoi-salire-sul-letto…no problema, allora mi sdraio su di te;
Gigi-chi-è-questo-che-dorme-al-mio-posto…no problema, gli pianto le unghie nei polpacci
Gigi-non-si-prendono-le-porte-a-testate-i-gatti-miagolano-quando-vogliono-qualcosa
Gigi-svegliati-che-faccio-tardi-al-lavoro-e-non-mugugnare…
2012-11-13 19.34.05
E’ così..la nostra convivenza, quella certezza che quando torno a casa qualsiasi cosa sia successa..neve, pioggia, vento, grandine, sorrisi, lacrime…ci sei tu che mi aspetti sopra le scale, mi osservi mentre scrivo seduta al tavolo..aspetti che mi stenda sul divano per sdraiarti su di me…
una piccola certezza pelosa, in questa realtà dove nulla ha logica.
Ecco perché ieri quando mi hanno chiamata non ci potevo credere,
Ecco perché quando ho visto quel sacco nero..tu, nel fondo, non ci potevo credere…
Ecco perché sono così arrabbiata con te, asino di un gatto, tu e la tua stupida mania di stare con tutti…
Ecco perché non riesco a capacitarmi che una dannata macchina troppo veloce abbia cambiato così la nostra vita.
Più ti guardavo e più mi sentivo piccola, piccola, rimpicciolita, come Alice quando mangia il biscotto riduttore, osservavo qualcosa che non avrei mai vuoluto vedere.
Non vale Gigi…non vale abbandonarmi così!!!Te l’ho sempre detto che sei un asino….come minimo sarai finito in paradiso, a far pipì negli angoli!

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